
Un miele può raccontare le fioriture delle montagne, le campagne, gli ambienti lagunari e perfino l’andamento di una stagione. Parte da questa idea la prima edizione del Concorso regionale Mieli del Veneto, promosso dall’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto per valorizzare la qualità delle produzioni e il loro legame con i diversi territori.
Gli apicoltori potranno iscriversi fino al 19 settembre 2026. La competizione è aperta sia ai professionisti sia a chi produce miele a livello familiare, con classifiche separate.
Il concorso è riconosciuto dall’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele e ha ottenuto, tra gli altri, il patrocinio del Consiglio regionale del Veneto, dell’Osservatorio Nazionale del Miele, del Parco della Lessinia e del Parco Regionale Veneto Delta del Po.
Concorso Mieli del Veneto, non soltanto una gara
Uno degli elementi caratterizzanti della prima edizione sarà l’attenzione riservata alla valutazione qualitativa dei prodotti.
I mieli saranno sottoposti ad analisi organolettiche, chimico-fisiche e melissopalinologiche secondo i criteri previsti per il settore. Ogni partecipante potrà così ottenere un riscontro tecnico sul proprio prodotto, trasformando il concorso anche in un’occasione di confronto e miglioramento per gli apicoltori.
“Vogliamo che questo concorso diventi uno strumento di valorizzazione del miele veneto, ma anche un’occasione di crescita per gli apicoltori”, sottolinea Gerardo Meridio, presidente dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto.
Dietro ogni miele, aggiunge Meridio, “ci sono un territorio, una stagione e un lavoro quotidiano che meritano di essere conosciuti e riconosciuti”.
Rucco: “Il miele è espressione diretta dei nostri territori”
A sostenere l’iniziativa è anche il Consiglio regionale del Veneto.
Per il vicepresidente Francesco Rucco, il concorso rappresenta “un’importante occasione per valorizzare un prodotto che è espressione diretta dei nostri territori e, insieme, il lavoro degli apicoltori”.
Il Veneto, sottolinea Rucco, comprende realtà molto differenti, dalle aree montane alle campagne fino agli ambienti lagunari, e proprio il miele può diventare uno strumento per raccontarne caratteristiche e specificità.
L’auspicio è che la prima edizione possa trasformarsi in “un appuntamento stabile e riconosciuto per tutta la nostra regione”.
Miele d’Oro, d’Argento e di Bronzo
Potranno partecipare al concorso mieli uniflorali e millefiori prodotti in apiari situati in Veneto da apicoltori e aziende con sede nella regione.
Per ogni categoria saranno assegnati, al raggiungimento degli standard qualitativi stabiliti dalla commissione, gli attestati Miele d’Oro, Miele d’Argento e Miele di Bronzo.
A questi si aggiungeranno tre riconoscimenti speciali riservati alle produzioni professionali.
Il Premio Speciale Oro del Veneto andrà al miele che avrà ottenuto il punteggio più alto in assoluto. L’Oro delle Montagne Venete sarà dedicato alle produzioni provenienti dalle aree montane, mentre l’Oro delle Lagune Venete premierà i mieli legati agli ambienti lagunari e alle loro caratteristiche botaniche.
Come partecipare al Concorso Mieli del Veneto
La quota di iscrizione è di 30 euro per ogni lotto presentato. Il campione dovrà essere composto da tre vasetti da 250 grammi, consegnati senza etichette, sigilli o altri elementi identificativi per garantire l’anonimato durante la valutazione.
Per i produttori registrati nell’Anagrafe Apistica come “Produzione ordinaria”, ogni campione dovrà rappresentare un lotto di almeno 25 chilogrammi. Non è invece previsto un quantitativo minimo per gli apicoltori familiari.
I campioni potranno essere consegnati ai Centri Servizi Provinciali dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto entro il 19 settembre.
Regolamento e modulo di iscrizione sono disponibili sul sito dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto.
La responsabile tecnica del concorso è Alessandra Cesira Giovannini, mentre data e luogo della cerimonia di premiazione, prevista a Palazzo Ferro-Fini a Venezia, sede del Consiglio regionale del Veneto, saranno comunicati successivamente.
Con questa prima edizione l’Associazione, che conta 3.500 soci, punta dunque a creare una nuova vetrina per l’apicoltura regionale, mettendo in relazione qualità del prodotto, biodiversità e identità dei territori veneti.





























