Aggressione neofascista a Venezia, PRC chiede lo scioglimento delle organizzazioni

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Aggressione a Venezia, aula del Consiglio regionale del Veneto

Rifondazione Comunista Veneto esprime solidarietà ai militanti feriti e chiede lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste.

L’aggressione neofascista a Venezia denunciata da Rifondazione Comunista Veneto apre un nuovo fronte nel dibattito politico regionale sulla violenza e sulla tutela della partecipazione democratica. Il partito esprime solidarietà alle persone ferite e collega la propria richiesta ai principi antifascisti richiamati anche nello statuto e nell’attività nazionale di Rifondazione Comunista.

La nota riferisce che sei militanti di sinistra sarebbero stati aggrediti a San Bartolomeo, nel territorio veneziano, con spray al peperoncino e violenze fisiche. Fra le persone coinvolte viene indicato Giovanni Fassioli, consigliere della Municipalità di Venezia, Murano e Burano, che avrebbe riportato un trauma cranico e una ferita all’arcata sopraccigliare. Gli elementi sono attribuiti al soggetto politico che li ha diffusi e restano distinti dagli accertamenti delle autorità competenti.

Sullo stesso episodio era già intervenuto il consigliere regionale vicentino Carlo Cunegato, chiedendo una condanna istituzionale. La sua posizione e le cautele necessarie nella ricostruzione sono riportate nell’articolo sull’intervento di Cunegato dopo l’aggressione a Venezia. Il nuovo comunicato aggiunge però una richiesta politica autonoma e di portata nazionale.

Aggressione neofascista a Venezia, la richiesta politica di Rifondazione

Rifondazione Comunista Veneto sostiene che l’accaduto non possa essere considerato una semplice rissa e lo definisce un atto squadrista. Si tratta della qualificazione politica proposta dal partito, non di una conclusione giudiziaria. Nella ricostruzione diffusa, la matrice dell’attacco sarebbe collegata a un gruppo di ispirazione neofascista; l’eventuale attribuzione di responsabilità individuali spetta agli organi investigativi e giudiziari.

Il punto centrale della presa di posizione è la richiesta di sciogliere le organizzazioni e le realtà neofasciste considerate incompatibili con la Costituzione. Il partito richiama la nascita della Repubblica dalla Resistenza e afferma che le città non debbano diventare luoghi di intimidazione politica. La proposta porta quindi la vicenda oltre la solidarietà alle persone coinvolte e la inserisce nel confronto nazionale sull’applicazione delle norme contro la ricostituzione del partito fascista.

La segreteria regionale annuncia inoltre la propria vicinanza ai militanti finiti al pronto soccorso e l’intenzione di proseguire iniziative nelle piazze e nelle istituzioni. Non vengono indicati nel testo provvedimenti già assunti, identificazioni definitive o contestazioni formali a carico di persone specifiche.

La posizione del PRC si affianca così alle altre reazioni politiche maturate in Veneto, ma si distingue per l’obiettivo esplicito dello scioglimento delle organizzazioni neofasciste. L’aggressione neofascista a Venezia assume in questo modo una dimensione che, pur partendo da un episodio locale, riguarda il quadro regionale e il confronto pubblico nazionale.