TAV a Vicenza, Ferrarin: «Fu una scelta politica, ora la città paga i costi della decisione»

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L’ex consigliere comunale Daniele Ferrarin torna sulla scelta del tracciato cittadino e richiama demolizioni, verde, amianto e durata dei cantieri.

La TAV a Vicenza torna al centro del confronto politico con un intervento di Daniele Ferrarin, già consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. In una nota collegata al suo intervento pubblico sul tracciato ferroviario cittadino, Ferrarin ricorda di avere votato contro il progetto e sostiene che l’attraversamento della città non fosse un esito inevitabile, ma una scelta politica.

L’ex consigliere precisa di non contestare la ferrovia o il trasporto su rotaia. La sua critica riguarda l’affiancamento di due nuovi binari alla linea storica dentro un tessuto urbano già costruito. A suo giudizio, la scarsità di spazio rende inevitabili interferenze, demolizioni e conseguenze dirette per famiglie e quartieri.

Il tema delle ricadute sanitarie e ambientali è già emerso nel dibattito cittadino. Le richieste avanzate da comitati e associazioni sono state ricostruite nell’articolo sulla manifestazione per la salute nei cantieri TAV. Ferrarin richiama in particolare il ritrovamento di materiale contenente amianto in un’area di cantiere e la necessità di controlli e interventi di messa in sicurezza.

TAV a Vicenza, le critiche di Ferrarin a demolizioni e cantieri

Nel suo intervento Ferrarin collega il progetto anche alla riduzione del verde urbano. Alberi, aree verdi e boschi cittadini, osserva, svolgono una funzione essenziale contro le isole di calore, contribuiscono all’ombra e aiutano a migliorare la qualità dell’aria. La perdita di queste risorse viene quindi indicata come un costo ulteriore dell’opera, soprattutto nel contesto del cambiamento climatico.

Un altro punto riguarda la durata prevista dei lavori. Ferrarin parla di oltre quindici anni di cantieri e descrive il rischio di una città a lungo condizionata da demolizioni, traffico, deviazioni, rumore e polveri. Si tratta della valutazione politica dell’ex consigliere, che invita chi sostenne il progetto a confrontarsi non soltanto con i benefici attesi, ma anche con gli effetti sulla vivibilità urbana.

Ferrarin chiama direttamente in causa l’amministrazione guidata all’epoca da Achille Variati e il mondo di Confindustria, ai quali attribuisce il sostegno alla scelta di far attraversare Vicenza alla nuova infrastruttura. La sua ricostruzione rappresenta una posizione di parte nel dibattito: responsabilità, decisioni amministrative e soluzioni tecniche vanno distinte dalle opinioni espresse nel comunicato.

L’intervento arriva mentre demolizioni e cantieri rendono visibili gli effetti del progetto in diversi quartieri. Per Ferrarin, la domanda politica da rivolgere a chi approvò il tracciato riguarda la consapevolezza delle conseguenze oggi osservabili. Il confronto sulla TAV a Vicenza resta quindi aperto tra obiettivi infrastrutturali, tutela della salute, trasformazioni urbanistiche e qualità della vita.