
Associazioni e comitati annunciano una manifestazione il 15 settembre da San Lazzaro: chiedono controlli su amianto, PFAS, polveri e rumore.
Salute cantieri TAV Vicenza è il tema della manifestazione annunciata per martedì 15 settembre alle 20.30, con partenza dal parcheggio di via Chiodi a San Lazzaro. L’iniziativa è firmata da associazioni e comitati cittadini, tra i quali Italia Nostra, Legambiente e la sezione vicentina di ISDE Medici per l’Ambiente.
I promotori collegano la mobilitazione alle criticità ambientali e sanitarie che attribuiscono alle prime fasi dei cantieri ferroviari. Al centro della nota ci sono la recente vicenda dell’amianto in viale Verona, la possibile presenza di PFAS nei materiali e nei terreni, la movimentazione delle terre, le polveri sottili, il rumore e l’aumento del calore nelle aree trasformate.
Le accuse sulla gestione delle demolizioni e sui comportamenti di Iricav Due sono formulate dai sottoscrittori della manifestazione e non costituiscono accertamenti definitivi. Italia Nostra e ISDE riferiscono di avere presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché vengano verificati fatti, eventuali violazioni e responsabilità. Il procedimento dovrà quindi essere valutato nelle sedi competenti.
La richiesta più immediata è fermare i lavori finché non siano garantite condizioni di piena sicurezza. Le associazioni chiedono inoltre una Valutazione di impatto sanitario sui lotti 2 e 3, trasparenza su analisi e monitoraggi, un controllo civico permanente e un canale diretto tra cittadini, Comune ed enti incaricati della tutela della salute.
Salute cantieri TAV Vicenza, le richieste dei promotori
Nel documento compare anche la richiesta di revocare il contratto a Iricav Due, motivata dalla perdita di fiducia dichiarata dai promotori. È una posizione politica e associativa particolarmente netta, che dovrà confrontarsi con il quadro contrattuale, con le verifiche degli enti e con le eventuali risposte del consorzio.
La vicenda dell’amianto era già emersa con il sequestro dell’area del cantiere TAV in viale Verona e con le preoccupazioni espresse dai residenti. La manifestazione amplia ora il tema, chiedendo che la sicurezza sanitaria accompagni tutte le fasi dei lavori e che i dati siano resi accessibili alla cittadinanza. Al corteo aderiscono anche I Boschi che Resistono, Civiltà del verde, Comitato quartiere dei ferrovieri, Comunità vicentina per l’agroecologia, Rete Zero PFAS Veneto, Pfasland, Caracol Olol Jackson e Centro Sociale Juna.





































