
L’associazione delle imprese sanitarie indipendenti contesta valori non allineati ai costi e propone un meccanismo stabile di aggiornamento.
Tariffe sanitarie legate ai costi reali: è la richiesta avanzata da Aisi, Associazione imprese sanitarie indipendenti, per la specialistica ambulatoriale privata e accreditata. Nella propria nota l’organizzazione richiama la necessità di superare valori che possono restare invariati mentre aumentano spese per personale, tecnologie, reagenti, materiali e manutenzioni. La posizione può essere approfondita attraverso il sito istituzionale di Aisi.
L’associazione non domanda aumenti generalizzati, ma propone che il tariffario parta dall’analisi del costo effettivo di ogni prestazione e preveda indicizzazione e revisioni periodiche. Aisi fa parte di Uap, l’Unione nazionale di ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che negli ultimi mesi ha sollevato più volte il tema della sostenibilità economica delle prestazioni.
I dati citati indicano che, su 2.040 tariffe coinvolte nella revisione, 445 sono aumentate e 158 hanno registrato incrementi inferiori alla rivalutazione Istat. Il confronto prosegue dopo la mobilitazione nazionale promossa da Uap contro le tariffe al ribasso.
Tariffe sanitarie legate ai costi reali e 448 valori da rivedere
Il nomenclatore della specialistica ambulatoriale è stato aggiornato nel 2024 dopo ventotto anni. Nel luglio 2026 Stato e Regioni hanno però raggiunto un’intesa per rivedere altre 448 prestazioni, con un impatto aggiuntivo indicato in 183,1 milioni di euro annui. Tra gli esempi riportati, la prima visita specialistica passa generalmente da 25 a 26 euro, mentre la visita cardiologica con elettrocardiogramma sale da 33,60 a 38 euro.
La presidente Karin Saccomanno sostiene che qualità, professionisti qualificati e investimenti tecnologici richiedano dati economici aggiornabili. Il direttore generale Giovanni Onesti considera insufficiente intervenire soltanto quando il divario si è già ampliato e chiede un metodo permanente. Aisi richiama inoltre le iniziative regionali avviate in Sicilia e Lombardia per correggere valori ritenuti non congrui.
La proposta delle tariffe sanitarie legate ai costi reali punta quindi a sostituire gli aggiornamenti sporadici con rilevazioni analitiche e automatismi. La questione riguarda l’equilibrio tra sostenibilità delle strutture, continuità delle prestazioni e accesso dei cittadini alle cure.






























