Forti odori e polveri nere derivanti dalle attività di bitume: continua la discussione a Montecchio Precalcino, in corso le analisi dell’aria di ARPAV

Cittadini e minoranza chiedono all’Amministrazione di intervenire contro i forti odori che da anni vengono segnalati dai residenti. Individuata l’origine degli odori in due attività di bitume in comune di Sandrigo al confine con Montecchio Precalcino

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Due attività di lavorazione di bitume in comune di Sandrigo sarebbero all'origine dei forti odori che molti cittadini sentono nelle loro abitazioni (immagine di archivio).

Le polemiche attorno alla presenza di forti odori a Montecchio Precalcino non si placano, anzi dopo la discussione dello scorso 29 luglio in consiglio comunale si sono riaccesi gli animi in paese. La problematica non è nuova: da anni i residenti, principalmente dell’abitato di Montecchio Precalcino, ma anche più marginalmente di Levà e Preara, lamentano la presenza di forti odori di particolare intensità in alcuni giorni e orari. 

L’origine della problematica è stata individuata nelle lavorazioni di bitume presso due ditte sitauate in comune di Sandrigo, in particolare tra la SP 119 Chizzalunga e il Torrente Astico, proprio a ridosso del confine con Montecchio Precalcino. ARPAV a seguito della attività di monitoraggio ed analisi effettuate ha confermato infatti che “il disturbo olfattivo è riconducibile principalmente agli impianti di conglomerato bituminoso presenti a Sandrigo”.

Le prime segnalazioni di odori a Montecchio Precalcino già nel 2021

Alcune lettere inviate dai cittadini al protocollo comunale risalgono già al 2021, due anni più tardi un gruppo di residenti ha presentato anche una denuncia alla Procura di Vicenza. L’argomento è già stato discusso più volte in consiglio comunale, prima nel 2024 e poi nel 2025 a seguito di due interrogazioni presentate dal gruppo “Attivamente Montecchio”, ma è tornato protagonista anche durante l’ultima seduta del 29 luglio.

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Il consiglio comunale di Montecchio Precalcino dove è tornato in discussione il tema odori (immagine di archivio).

A presentare l’interrogazione è stato questa volta il gruppo di minoranza “L’Astego” capitanato dalla capogruppo Maria Teresa Cecchetto. “Il Comune di Montecchio Precalcino anche se non ha una competenza diretta deve poter operare per la tutela della salute dei propri cittadini” è il pensiero espresso dalla capogruppo di minoranza ai taccuini di Vipiù. “In alcune aree si sente un odore che crea problemi di mal di testa e di nausea, ma anche male alla gola e agli occhi” continua Cecchetto.

ARPAV ha effettuato analisi sui camini di due ditte di bitume a Sandrigo

In consiglio comunale il sindaco di Montecchio Precalcino Fabrizio Parisotto ha precisato: “Il bitume non è classificato come pericoloso e serve da legante per fare l’asfalto e per le guaine dei tetti”. “Non risulta tossico a temperatura ambiente – continua Parisotto -. Certamente, al di là del tossico o non tossico, incide negativamente sulla qualità della vita”.

ARPAV nelle ultime settimane ha inviato alla Provincia di Vicenza e ai Comuni di Montecchio Precalcino e Sandrigo il rapporto sulle analisi effettuate presso due ditte di Sandrigo, la Bitec Srl e la Costruzioni Generali Girardini Spa.

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Il sindaco di Montecchio Precalcino Fabrizio Parisotto.

ARPAV scrive in particolare che “appare più probabile che l’origine del disagio olfattivo, nelle stringenti ipotesi che sia da associare alla produzione di asfalto, sia da associare agli impianti della ditta Girardini”. L’Agenzia Regionale precisa poi che “non si può comunque escludere che, in particolari condizioni meteorologiche di lavorazione, anche il contributo emissivo dei camini dell’impianto di Bitec possa essere significativo”.

ARPAV in conclusione ha proposto alla Provincia di Vicenza di ridurre i livelli emissivi a camino di entrambi gli impianti, chiedendo di imporre un limite di emissione anche per i parametri TOC aldeidi e formaldeide, oltre che il parametro benzene. 

A Montecchio oltre agli odori segnalata anche la dispersione di polveri

L’accusa che la minoranza “L’Astego” e una parte di cittadini hanno rivolto intanto all’Amministrazione comunale è quella di mancanza di trasparenza e comunicazione, oltre che di immobilismo nel corso degli ultimi anni. “L’ente che deve fare i controlli è ARPAV e l’ente che deve emettere i provvedimenti è la Provincia – ha risposto Parisotto in consiglio comunale -. Noi continuiamo a confrontarci con tutti questi enti affinché si arrivi a una soluzione”.

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La capogruppo de “L’Astego” Maria Teresa Cecchetto.

Oltre alla problematica odorigena si aggiungerebbe poi il problema della dispersione di polveri nere che si depositano ad esempio su orti e tavoli delle abitazioni. Ad inizio agosto si è tenuta una prima fase del monitoraggio dell’aria di ARPAV, ma Cecchetto ricorda: “Nel mese di agosto le due ditte erano in ferie, quindi ovviamente l’attività non c’era.”

Ci sono persone che non stanno vivendo, tra l’altro l’odore più forte arriva nella zona dove ci sono le scuole elementari e anche l’asilo con una situazione insostenibile in certi periodi dell’anno” lancia l’allarme Maria Teresa Cecchetto.

Le voci dei residenti di Montecchio Precalcino

Intanto tra i residenti in prima linea c’è Filippo Broccardo, che, senza girarci troppo attorno, descrive gli odori come nauseabondi. “Ho mandato numerose mail senza ricevere riscontro tangibile sia dall’ufficio ambiente sia dal sindaco, a cui ho chiesto un incontro in maniera costruttiva pensando di trovare dall’altra parte una persona che remava nella mia stessa direzione – racconta Broccardo – Ho trovato un muro totale”. 

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Tra le problematiche segnalate dai cittadini anche la dispersione di polveri nere.

Il cittadino di Montecchio Precalcino Filippo Broccardo racconta di aver invece incontrato i dirigenti di ARPAV un anno fa e di aver consultato la documentazione agli atti inerente il problema degli odori. “Proprio durante quella riunione abbiamo condiviso che avrebbero richiesto al comune un’indagine demoscopica per dimostrare che non era una cosa che veniva solo da me, ma anche da altri” continua. “Il Comune e ARPAV non mi hanno poi avvertito nel momento in cui è partita l’indagine demoscopica, inoltre il Comune non ha fatto nessuna comunicazione ai cittadini, se non un piccolissimo trafiletto all’interno del proprio sito web” racconta il referente dei cittadini.

In attesa che i nuovi monitoraggi di ARPAV si concludano, i cittadini e la capogruppo di minoranza Maria Teresa Cecchetto chiedono azioni concrete che risolvano una problematica presente da anni e che sta diventando sempre più insostenibile per molti cittadini.