
Il consigliere comunale di Vedelago guiderà l’ente per la XII legislatura regionale. Borgia richiama tutela, accessibilità e collaborazione con i Comuni.
Loris Cirotto è il nuovo presidente del Parco del Sile. La Regione Veneto gli ha affidato la guida dell’ente naturale regionale insieme al nuovo consiglio direttivo, che resterà in carica per la durata della XII legislatura. Informazioni sul territorio protetto, sui percorsi e sulle attività sono disponibili nel sito ufficiale del Parco naturale regionale del Fiume Sile.
Cirotto è consigliere comunale a Vedelago ed entra nel consiglio direttivo quale delegato permanente del sindaco e componente della Comunità del Parco. L’area protetta interessa un sistema fluviale e paesaggistico nel quale conservazione e fruizione devono procedere insieme, un equilibrio affrontato anche nell’approfondimento sulle Risorgive del Bacchiglione nel Vicentino.
Nel nuovo organismo siedono anche Paolo Pagnani e Arturo Pizzolon, indicati come esperti dalla Giunta regionale, il sindaco di Casier Renzo Carraretto ed Enrico Rossetto, scelti dalla Comunità del Parco. La composizione mette quindi insieme rappresentanti degli enti locali e figure con competenze specifiche.
Presidente del Parco del Sile, le priorità indicate per il nuovo mandato
Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha espresso una valutazione positiva sulla nomina. Secondo il consigliere, Cirotto avrebbe il profilo adatto a coniugare tutela del patrimonio naturale, dialogo con i Comuni e collaborazione con i soggetti coinvolti nella gestione dell’area.
Tra le priorità richiamate figurano la salvaguardia del paesaggio, l’accessibilità dell’area protetta e una maggiore conoscenza del Parco da parte di cittadini, famiglie e turisti. Sono indicazioni politiche attribuite a Borgia; il programma operativo dovrà essere definito dal nuovo consiglio direttivo nell’ambito delle competenze e delle risorse disponibili.
La nomina del presidente del Parco del Sile apre così una nuova fase amministrativa per un territorio che attraversa più comunità e richiede decisioni coordinate. La sfida sarà trasformare la collaborazione istituzionale annunciata in interventi capaci di proteggere l’ecosistema fluviale e, nello stesso tempo, rendere i suoi percorsi e valori ambientali più facilmente fruibili.































