“Bretellina Del Din”, le osservazioni alla VIA alzano l’allarme: «Valutare anche i rischi di sabotaggi, terrorismo e guerra»

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Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale osservazioni al MASE Bretellina Del Din
Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale (Progetto definitivo Anas)

Non soltanto traffico, ambiente e consumo di suolo. Nella Valutazione di Impatto Ambientale per il completamento della Tangenziale di Vicenza – comunemente chiamata “Bretellina Del Din” – dovrebbero essere presi in considerazione anche i possibili rischi legati a sabotaggi, terrorismo e scenari bellici. È quanto chiedono Giovanni Marangoni (da noi intervistato) e Paolo Fin, a nome dell’associazione Cristiani per la Pace di Vicenza.

Qualche giorno fa avevamo riportato le osservazioni presentate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), nell’ambito della nuova fase di partecipazione pubblica sul progetto ANAS definito “Completamento della Tangenziale di Vicenza _1° STRALCIO – Completamento”. Dopo la pubblicazione dei documenti integrativi di ANAS tra giugno e luglio, il 10 agosto era stato aperto il periodo per presentare le possibili osservazioni da parte di enti, associazioni, istituzioni e privati.

Tra le osservazioni, una risultava giunta al MASE fuori dalla tempistica concordata, parametro poi corretto sul sito dello stesso Ministero, in quanto la documentazione era datata 9 settembre 2026, e dunque dentro i tempi. Parliamo dell’osservazione presentata da Giovanni Marangoni e Paolo Fin riguardo alla Bretellina Del Din che mette in allarme in particolare relativamente alla tutela del sito UNESCO “La città di Vicenza e le ville del Palladio”, tema particolarmente sensibile in città.

Il documento, nella premessa, invita a riflettere sulle conseguenze delle azioni: viene citata la decisione di installare la base militare Usa Dal Molin nell’ex aeroporto civile “nel centro abitato di Vicenza: citta Unesco patrimonio dell’Umanità, densamente popolata e urbanizzata, fragilissima anche per la pericolosità molto elevata di alluvioni”, e la lettera del commissario Paolo Costa all’allora ministro della Difesa Arturo Parisi in cui – correva l’anno 2007 – si sollecitava la presa di decisioni per quanto riguardava il progetto di ampliamento dell’insediamento americano.

Protocollo d'intesa per la progettazione preliminare e definitiva e la realizzazione del completamento della tangenziale di Vicenza
Il Protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva e la realizzazione del completamento della tangenziale di Vicenza firmato il 28 agosto 2013 da Ministero dei Trasporti, con Anas, Regione Veneto, Provincia e Comune di Vicenza, Comune di Costabissara e Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova

Il diritto della comunità ad essere informata

Nella prima parte delle osservazioni, gli scriventi evidenziano che il progetto definitivo della Bretellina Del Din non è mai stato illustrato ai cittadini di Vicenza, oltre al fatto che non è mai stata attivata la partecipazione degli stakeholders prevista dalle linee guida Unesco del 2022. Secondo gli scriventi, fin dalla pubblicazione del primo avviso pubblico nel 2021 non sono mai stati identificati né consultati i titolari di diritti reali o altri stakeholders. Lo stesso comune di Vicenza, site manager del sito Unesco, aveva evidenziato tale inadempienza in un’osservazione presentata a fine 2025.

A questo proposito, viene richiesta l’organizzazione di consultazioni strutturate con la comunità, in particolare per presentare gli impatti sul sito, e viene richiesto di provvedere alla pubblicità della consultazione sui media locali (a spese del proponente, Anas).

Il nodo dei rischi legati alla base per la Bretellina Del Din

Una parte consistente delle osservazioni riguarda la natura strategica del collegamento viario. Secondo Cristiani per la Pace, proprio perché la tangenziale è funzionale anche all’accessibilità della base americana, la VIA dovrebbe prendere in considerazione l’analisi del rischio di eventuali danneggiamenti intenzionali dell’infrastruttura derivanti da azioni di sabotaggio, terrorismo o guerra.

L’associazione richiama le esercitazioni per i rischi NBCR (nucleari, batteriologici, chimici, radioattivi) che si svolgono all’interno delle basi USA, e scenari militari internazionali – non da ultimo l’innalzamento di allerta a livello Charlie: minaccia imminente di terrorismo per le basi USA europee” – e sostiene che, nell’attuale quadro geopolitico, la valutazione non possa limitarsi ai rischi ambientali e infrastrutturali ordinari. Chiede quindi che nell’analisi del rischio siano individuate anche eventuali misure di mitigazione per queste ipotesi.

Oleodotto militare e Bacchiglione sotto la Bretellina Del Din

Un altro capitolo riguarda le interferenze della tangenziale con infrastrutture presenti nell’area, tra cui l’oleodotto militare La Spezia-Vicenza-Aviano (parte della rete logistica militare strategica, realizzato a partire dagli anni ’60), il fiume Bacchiglione e il ponte di accesso alla base Del Din.

Nelle osservazioni viene evidenziato che alcuni elaborati progettuali pubblicati sul sito del MASE riporterebbero interferenze con reti gestite da diversi soggetti (tra cui Viacqua).  L’associazione chiede che anche questi elementi vengano inseriti nella valutazione dei possibili scenari di rischio internazionale, oltre che analizzati dal punto di vista economico e sotto l’ipotesi di un possibile disastro ambientale.

Il sito UNESCO e il traffico militare

Cristiani per la Pace solleva poi la questione dell’impatto sul patrimonio UNESCO vicentino. In particolare chiede che venga approfondito l’Heritage Impact Assessment (HIA) e che siano considerate le raccomandazioni UNESCO del 2017 relative al trasporto su strada di merci pericolose.

Secondo l’associazione, l’analisi dovrebbe comprendere anche i transiti militari collegati alla base, valutandone le possibili conseguenze sul patrimonio storico e culturale della città.

Transiti mezzi militari Usa Vicenza Arcugnano Schengen militare
Transiti mezzi militari Usa tra Vicenza e Arcugnano

Le critiche al progetto della tangenziale

Il documento entra anche nel merito del tracciato. Cristiani per la Pace richiama il Protocollo d’intesa del 2011 relativo al prolungamento della tangenziale verso nord e sostiene che debba essere verificata la coerenza dell’attuale soluzione con gli obiettivi originari; “come risulta evidente dalla planimetria […] il Protocollo disciplina il prolungamento della tangenziale fino alla base USA Del Din“. Viene chiesto dunque che il progetto sia revisionato con uno studio del traffico “aderente alla realtà“.

La planimetria degli stralci previsti nel Protocollo d’intesa per la progettazione del 28 agosto 2013 secondo copia conforme

L’associazione torna inoltre sulla Bretella dell’Albera – primo tronco, chiedendo di non ripetere quelli che considera errori già commessi nella progettazione e realizzazione del primo tratto. Tra le criticità citate figurano problemi di traffico e circolazione – con numerosi incidenti – e alcune conseguenze sulla viabilità secondaria. La richiesta è quindi di arrivare a una progettazione più contenuta e maggiormente rispettosa dell’ambiente e del contesto UNESCO vicentino.

Le richieste finali

Allegata alle osservazioni è presente una lettera datata 1°settembre per richiedere la valutazione dei rischi nel procedimento della VIA, e indirizzata alle istituzioni e agli enti coinvolti.

In conclusione, Cristiani per la Pace chiede che la VIA dedicata alla Bretellina Del Din dedichi maggiore attenzione ai rischi di sabotaggio, terrorismo e guerra, che venga effettivamente presentato il progetto ai cittadini pubblicamente, e sollecita inoltre un incontro urgente con il Prefetto di Vicenza.

Il documento porta così nel procedimento un tema che va oltre il tradizionale confronto sull’impatto viabilistico e ambientale della nuova tangenziale: quello del rapporto tra una infrastruttura civile, la presenza militare statunitense e la sicurezza di un territorio che comprende un sito riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO.