Borse e alloggi universitari, controlli Gdf su oltre 10 milioni di euro di benefici

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Controlli Gdf sul diritto allo studio per studenti universitari

La Guardia di Finanza rafforza con il Ministero dell’Università i controlli su borse e alloggi: dal 2024 verificati benefici per oltre 10 milioni.

I controlli Gdf sul diritto allo studio si estendono dalle borse universitarie agli alloggi finanziati con risorse pubbliche. La Guardia di Finanza e il Ministero dell’Università e della Ricerca hanno rafforzato la collaborazione avviata nel giugno 2024, come indica la documentazione diffusa attraverso la Sala stampa ufficiale delle Fiamme gialle.

Dall’inizio del 2024 sono stati eseguiti oltre 2.100 interventi. I benefici economici sottoposti a verifica superano gli otto milioni di euro: gli accertamenti avrebbero individuato più di un milione e mezzo di euro percepiti indebitamente e avrebbero impedito ulteriori erogazioni per circa un milione. Il valore complessivo delle somme contestate o prevenute supera quindi i due milioni e mezzo.

La fase successiva riguarderà anche lo student housing, tema già presente nel confronto sulle condizioni di studio e di accesso agli alloggi universitari. Il PNRR, nella Missione 4, ha sostenuto la creazione di oltre 63 mila posti letto con uno stanziamento indicato in 1,2 miliardi di euro.

Controlli Gdf sul diritto allo studio, verifiche anche sugli alloggi

La collaborazione coinvolge reparti territoriali, enti regionali per il diritto allo studio e università. Sono stati firmati 52 protocolli locali, con l’obiettivo dichiarato di incrociare informazioni sulle domande, sui requisiti economici e sui benefici ottenuti dagli studenti.

Per gli alloggi, i controlli potranno riguardare i soggetti gestori, i servizi offerti, le tariffe applicate e la destinazione effettiva dei posti finanziati. La Guardia di Finanza richiama anche gli strumenti collegati al Fondo per lo student housing e alla Cassa Depositi e Prestiti, che richiedono verifiche sull’utilizzo delle risorse e sul rispetto delle condizioni previste.

Tra le operazioni citate nella nota compare un’indagine svolta a Torino su studenti stranieri: 80 posizioni sono state esaminate e 23 beneficiari avrebbero ottenuto complessivamente più di 500 mila euro senza averne diritto. Ad Ancona sono stati invece approfonditi circa 200 documenti riferiti a studenti indiani.

I dati descrivono attività amministrative e investigative; eventuali responsabilità individuali devono essere accertate nelle sedi competenti. I controlli Gdf sul diritto allo studio puntano a proteggere risorse destinate agli studenti che possiedono realmente i requisiti, includendo ora anche la disponibilità e la gestione dei posti letto.