
La consigliera comunale invita a non diffondere accuse senza riscontri e a consegnare alle forze dell’ordine screenshot, minacce ed elementi verificabili.
Le segnalazioni su presunte violenze via social ai danni di giovani donne sono oggetto di verifiche a Vicenza. La consigliera comunale Benedetta Ghiotto riferisce che l’amministrazione è in contatto con Questura e Prefettura per valutare gli screenshot relativi a gruppi di ragazzi che, secondo i messaggi circolati online, starebbero organizzando azioni violente in varie città.
Al momento, precisa Ghiotto, la vicenda presenta elementi compatibili con una possibile notizia falsa. La consigliera chiede però di non sottovalutare le segnalazioni e invita chi possiede informazioni attendibili a rivolgersi alle forze dell’ordine di Vicenza, conservando i materiali originali.
La cautela richiesta riguarda anche la diffusione incontrollata di nomi e immagini: pubblicare accuse prive di riscontri può amplificare l’allarme e colpire persone estranee. Il tema si inserisce nelle iniziative cittadine per sviluppare strumenti digitali contro la violenza sulle donne.
Presunte violenze via social, come gestire screenshot e segnalazioni
Ghiotto raccomanda di non cancellare eventuali screenshot contenenti minacce o inviti alla violenza e di metterli a disposizione delle autorità con le informazioni utili a verificarne origine, data e contesto. Se le verifiche confermassero la falsità delle notizie, aggiunge, sarebbe comunque necessario ricostruire chi le ha create e diffuse.
La consigliera collega la vicenda alla prevenzione della violenza di genere, sottolineando che intimidazioni, minacce e dinamiche di gruppo non vanno minimizzate. Allo stesso tempo distingue la necessità di vigilare dalla diffusione di paura e sostiene che ogni valutazione debba basarsi su elementi concreti.
Il messaggio rivolto alla città è dunque duplice: segnalare subito fatti verificabili e non trasformare contenuti non accertati in condanne pubbliche. Questura e Prefettura restano i riferimenti istituzionali per stabilire se esistano minacce reali. La prevenzione, conclude Ghiotto, dipende anche dalla capacità di intervenire prima che un’intimidazione possa tradursi in violenza.





























