
La consigliera regionale di Forza Italia interviene sui messaggi circolati online e chiede accertamenti, sanzioni e sostegno alla comunità scolastica.
Le minacce alle studentesse nelle chat non possono essere liquidate come provocazioni senza conseguenze. La consigliera regionale Elisa Mosco chiede di individuare gli autori dei messaggi che avrebbero evocato violenze di gruppo e di applicare le sanzioni previste, garantendo alle ragazze la possibilità di frequentare la scuola senza paura.
Mosco sottolinea che uno schermo non riduce la gravità dell’intimidazione. La diffusione di contenuti violenti può produrre insicurezza, condizionare gli spostamenti e pesare sulla vita quotidiana delle studentesse, delle famiglie e del personale scolastico.
Le indicazioni istituzionali per la tutela degli studenti sono raccolte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La posizione segue la notizia sulle presunte minacce diffuse sui social a Vicenza.
Minacce alle studentesse nelle chat, accertamenti ed educazione
La consigliera chiede che le autorità ricostruiscano origine e diffusione dei messaggi, distinguendo responsabilità individuali e rilanci successivi. L’obiettivo è interrompere la circolazione delle minacce e dare una risposta credibile a chi le ha ricevute o ne è venuto a conoscenza.
Accanto agli accertamenti, Mosco richiama il ruolo educativo degli adulti e dei coetanei. Chi assiste alla condivisione di contenuti intimidatori dovrebbe segnalarli e prendere le distanze, evitando che il silenzio o l’emulazione trasformino una chat in uno spazio di pressione collettiva.
La posizione comprende anche il sostegno a famiglie e insegnanti, chiamati a gestire episodi che nascono online ma producono effetti concreti nelle aule e fuori dagli istituti. Mosco ringrazia le forze dell’ordine impegnate nelle verifiche e invita le istituzioni a mantenere un coordinamento costante.
Le minacce alle studentesse nelle chat, conclude la consigliera, richiedono dunque una risposta su due livelli: individuare chi ha agito e rafforzare una cultura del rispetto. Sicurezza ed educazione devono procedere insieme, perché la libertà di andare a scuola non sia limitata dalla paura.





























