Anziani non autosufficienti, Bedin: «I 20 milioni siano il primo passo di un piano stabile»

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Anziani non autosufficienti, immagine neutra dedicata all’assistenza e alla cura

La consigliera regionale della Lega accoglie lo stanziamento annunciato dal presidente Alberto Stefani e chiede che diventi l’avvio di una politica continuativa.

Per gli anziani non autosufficienti, i venti milioni di euro annunciati dalla Regione Veneto devono rappresentare un primo passo e non un intervento isolato. È la posizione della consigliera regionale Giorgia Bedin, che collega la misura alla necessità di un piano stabile per assistenza, famiglie e servizi territoriali.

Bedin osserva che l’invecchiamento della popolazione sta facendo crescere i bisogni di cura, mentre il peso organizzativo ed economico ricade spesso sui nuclei familiari e sui Comuni. In questo quadro, il rincaro dell’energia e l’inflazione rendono più difficile sostenere assistenza domiciliare, strutture e spese quotidiane.

Le politiche regionali vengono discusse nel Consiglio regionale del Veneto. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sull’assistenza agli anziani in Veneto.

Anziani non autosufficienti, le priorità indicate da Bedin

Secondo la consigliera, lo stanziamento segue una delle priorità indicate dal presidente Alberto Stefani durante la campagna elettorale. La valutazione positiva, tuttavia, è accompagnata dalla richiesta di programmare risorse e servizi su un orizzonte pluriennale, così da offrire alle famiglie riferimenti certi.

Tra i problemi citati figurano anche i cosiddetti posti letto fantasma: disponibilità previste sulla carta ma non sempre effettivamente accessibili. Bedin chiede di verificare la capacità reale delle strutture e di intervenire sulle carenze che limitano la presa in carico delle persone fragili.

La proposta riguarda quindi sia il finanziamento sia l’organizzazione. Assistenza domiciliare, strutture residenziali, supporto ai caregiver e collaborazione con i Comuni dovrebbero essere coordinati, evitando che le risposte dipendano soltanto dalla capacità economica o dalla rete familiare di ciascuna persona.

Per gli anziani non autosufficienti, conclude Bedin, la misura può aprire un percorso utile se sarà accompagnata da interventi strutturali. Il passaggio decisivo sarà trasformare l’annuncio in servizi realmente disponibili e verificabili nei territori.