Caso Kaabouri a Thiene, sindaco e UDC chiedono un passo indietro al consigliere

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Caso Kaabouri a Thiene, il municipio cittadino dove si riunisce il Consiglio comunale

Il primo cittadino richiama la responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici; il segretario provinciale dell’UDC Luca Franzè sollecita le dimissioni dal Consiglio comunale.

Il caso Kaabouri a Thiene registra due nuove prese di posizione. Il sindaco Gianantonio Michelusi e l’UDC vicentina intervengono dopo le esternazioni social del consigliere comunale Alaeddine Kaabouri a sostegno di Youssef Siher, fermato nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre. Le contestazioni giudiziarie dovranno essere accertate nel rispetto della presunzione di innocenza.

Michelusi richiama i principi indicati dal Comune di Thiene: libertà di espressione e diritto al dissenso, ma anche responsabilità particolare per chi rappresenta le istituzioni. Il sindaco afferma che ogni violenza e ogni attacco alle istituzioni democratiche devono essere condannati senza ambiguità.

Il primo cittadino ricorda di avere revocato nel dicembre scorso a Kaabouri le deleghe alle Politiche giovanili, all’Integrazione e alle Politiche agricole, dopo le dichiarazioni sulla vicenda Mohammad Hannoun. Aggiunge di avere segnalato alle autorità competenti anche le recenti esternazioni sul sostegno a Siher.

L’intervento segue il confronto politico già aperto sulle posizioni di Kaabouri e sulle reazioni istituzionali a Thiene. Michelusi distingue l’accertamento penale, riservato alla magistratura, dalla responsabilità politica connessa a un ruolo elettivo.

Caso Kaabouri a Thiene, le richieste di Michelusi e Franzè

Il sindaco sostiene che chi non si riconosce nel rispetto delle istituzioni e nella condanna della violenza dovrebbe trarne le conseguenze, dimostrando rispetto verso la cittadinanza e facendo un passo indietro con le dimissioni.

Sulla stessa vicenda interviene Luca Franzè, segretario provinciale dell’UDC Vicenza. La nota riconosce il diritto alla difesa e la presunzione di innocenza, ma concentra l’attenzione sull’opportunità politica di una presa di posizione pubblica da parte di un consigliere comunale.

Secondo Franzè, chi rappresenta i cittadini deve rafforzare la fiducia nelle istituzioni, difendere la legalità e respingere ogni forma di violenza. L’UDC ritiene che il legittimo dissenso debba essere distinto con chiarezza da messaggi che possono apparire ambigui.

Il partito chiede quindi formalmente a Kaabouri di dimettersi dal Consiglio comunale. La richiesta è motivata come atto di responsabilità nei confronti della comunità thienese e dell’assemblea elettiva.

Le due posizioni convergono sulla richiesta politica, pur provenendo da soggetti diversi. Nel caso Kaabouri a Thiene resta ora da verificare la risposta del consigliere e l’eventuale sviluppo del confronto nelle sedi comunali.