Caso Fakir, le frasi degli agenti registrate da bodycam: “E’ schiattato”, “Ca… me ne frega”

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(Adnkronos) –
“Sta respirando?”, “È schiattato ah”, “Ca… me ne frega a me”. Sono alcune delle frasi scambiate dai due poliziotti intervenuti il 19 luglio scorso al Pilastro a Bologna quando morì Abderrahim Fakir, estratte dalla bodycam di uno dei due agenti e riportate nella consulenza medico legale disposta dalla procura di Bologna. La conversazione poi prosegue con un agente che dice: “Sto a posto, sto a posto però la prossima volta ti spiego per bene come si fa, perché così ci facciamo male”.  

Al minuto 11:06 del filmato viene data comunicazione del paziente in arresto cardiaco. “Paziente in arresto cardiaco iniziamo la rianimazione” dice uno dei soccorritori. Durante i tentativi di rianimazione poi uno dei due poliziotti conclude: “Se schiatta ci divertiamo”. 

Secondo la relazione conclusiva della consulenza tecnica, Fakir è morto per un’insufficienza respiratoria acuta provocata da tre ‘concause’: lo schiacciamento in posizione prona mentre i due poliziotti lo tenevano a terra, l’assunzione di cocaina e problemi cardiaci. Per questa vicenda ci sono sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminare per omicidio colposo, due agenti e 4 volontari della Croce Rossa intervenuti sul posto. 

“I consulenti del pm non sono riusciti ad escludere il ruolo concausale della posizione prona imposta al povero Fakir, il pomeriggio del 19 luglio a Bologna, sulla sua morte”, dice l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Abderrahim Fakir. “Tuttavia il nostro consulente, prof. Vittorio Fineschi, dopo aver preso atto della forte discrasia tra quanto da loro argomentato nella riunione conclusiva tenutasi a Padova e quanto viceversa scritto in consulenza, redigerà una propria relazione che nei prossimi giorni sarà mia cura depositare all Procura della Repubblica di Bologna”. 

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