Addio a Italo Zannier, Zaia: «Maestro della fotografia, Venezia ne custodirà l’eredità»

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Eredità culturale di Italo Zannier, il maestro della fotografia durante un incontro pubblico
Italo Zannier durante un incontro a Spazio Punch nel 2012. Foto di Matteo Chinellato.

Il presidente del Consiglio regionale ricorda lo storico e docente, morto a 94 anni, e il suo legame con Venezia, lo Iuav, Ca’ Foscari e la Biennale.

L’eredità culturale di Italo Zannier appartiene alla storia della fotografia italiana e al rapporto costruito dallo studioso con Venezia. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, esprime il cordoglio dell’assemblea per la morte del fotografo, critico e storico a 94 anni, ricordandone la capacità di leggere le trasformazioni dell’immagine senza perdere di vista lo sguardo umano. Il profilo istituzionale è stato diffuso dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto.

Nato a Spilimbergo e legato alla terra friulana, Zannier studiò Architettura a Venezia e sviluppò in laguna una parte decisiva della propria attività. Insegnò allo Iuav e a Ca’ Foscari, collaborò con la Biennale e contribuì a dare alla fotografia un riconoscimento accademico e culturale più solido.

Zaia ricorda di averlo incontrato e di averne apprezzato la curiosità intellettuale, la passione e la capacità di raccontare attraverso le immagini persone, storia e mutamenti sociali. Il suo lavoro ha attraversato il passaggio dalla pellicola al digitale, osservando strumenti e linguaggi in continua evoluzione.

Eredità culturale di Italo Zannier tra tecnica, memoria e insegnamento

Secondo il presidente del Consiglio regionale, la lezione di Zannier consiste nell’aver mostrato che la tecnologia non sostituisce l’intenzione di chi fotografa. Cambiano apparecchi e processi, ma resta la necessità di scegliere un istante, raccontare una storia e custodire una memoria.

Il patrimonio fotografico e bibliografico acquisito dalla Fondazione di Venezia testimonia la profondità del legame con la città. Libri, documenti e immagini consentiranno a studiosi e nuove generazioni di proseguire una ricerca che Zannier ha condotto anche come docente, curatore e autore.

La scomparsa si inserisce in una stagione che ha già visto l’addio a protagonisti dell’immagine italiana, tra i quali Gianni Berengo Gardin, testimone dell’Italia in bianco e nero. Percorsi diversi, accomunati dall’attenzione per la società e per la funzione documentaria della fotografia.

Zaia rivolge la vicinanza del Consiglio regionale alla famiglia, agli allievi e alle persone che hanno condiviso con Zannier ricerca e insegnamento. L’eredità culturale di Italo Zannier continuerà a vivere nelle istituzioni veneziane e nelle opere con cui ha raccontato l’evoluzione della fotografia.