
Sorgenti, cascate, grotte, turbine e pietre diventano la materia sonora di “Anguane, songlines of water”, un viaggio nell’acqua del Veneto firmato da Joe Schievano.
Il compositore e sound designer ha registrato l’acqua del Veneto e i suoni degli ambienti attraversati dal docufilm “Anguane, le voci dell’acqua”, scritto e diretto da Giovanni Pellegrini. L’album, realizzato con la ricerca vocale di Maria Roveran, uscirà il 3 novembre e rinuncia agli strumenti tradizionali per costruire venti tracce con campionamenti ambientali, droni e voci.
Il progetto intreccia la cultura delle creature acquatiche ricordate anche nelle tradizioni venete dedicate alle anguane con i problemi contemporanei della risorsa idrica. Alle sorgenti e alle cascate si affiancano il rumore delle infrastrutture e delle turbine, mentre le voci evocano entità arcaiche che osservano la trasformazione del paesaggio.
L’acqua del Veneto tra mito, paesaggio e crisi ambientale
Schievano ha lavorato sul campo registrando il gocciolio nelle cavità sotterranee, i torrenti, gli anfibi e il battito di due sassi di fiume. Maria Roveran, insieme a giovani voci dell’Hybrid Music di Venezia, ha sviluppato vocalizzi, respiri, stratificazioni e cori lontani dal canto convenzionale. Il risultato porta la narrazione fuori dal folklore illustrativo e trasforma il mito in un punto di vista sul territorio.
La colonna sonora accompagna il film di Pellegrini, prodotto da Ginko Film e già presentato in diversi festival. Dopo CinemAmbiente, Film Festival della Lessinia, Euganea Film Festival e Adrikà, il documentario arriverà nelle sale venete dall’8 novembre. A Vicenza la proiezione è prevista l’11 novembre al Cinema Odeon; il calendario comprende anche Venezia, Treviso, Padova, Montebelluna, Mestre, Feltre, Bassano del Grappa, San Donà di Piave e Vittorio Veneto.
La sequenza dei brani segue il percorso dell’acqua e delle creature che la abitano, fino al tema finale realizzato con il suono reale delle pietre. Il paesaggio acustico diventa così un archivio di ciò che resiste e, insieme, un avvertimento sui cambiamenti prodotti dall’intervento umano.





























