
La medicina generale in Veneto punta a un nuovo modello di assistenza territoriale con servizi omogenei, ambulatori capillari e integrazione con le Case della Comunità.
Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, fa il punto sul confronto con la Regione per il nuovo accordo integrativo. Tra i temi aperti figurano le aggregazioni funzionali territoriali, il personale a supporto dei medici di famiglia e l’uniformità dei percorsi di cura, nel quadro dell’attività della Federazione italiana dei medici di medicina generale.
Il sindacato valuta positivamente lo stanziamento di risorse per sanità, sociale e medicina generale. La discussione prosegue dopo le precedenti richieste di personale per la medicina territoriale avanzate da Fimmg Veneto, con l’obiettivo di ampliare il supporto amministrativo anche negli studi che oggi ne sono privi.
Medicina generale in Veneto, personale e strumenti per gli studi
Secondo Peterle, le aggregazioni funzionali territoriali dovranno salvaguardare le precedenti medicine di gruppo e quelle integrate. Servono criteri condivisi a livello regionale, affiancati dalla flessibilità necessaria per rispondere alle differenze tra città, piccoli Comuni, aree montane e laguna.
Un altro punto riguarda la presa in carico delle persone fragili. Fimmg chiede che le opportunità di cura non dipendano dal modello organizzativo del singolo studio e indica tra le condizioni necessarie infermieri, collaboratori e strumenti per la diagnostica di primo livello, compresi quelli destinati ai professionisti che lavorano individualmente.
Il tavolo con la Regione deve ora definire gli ultimi aspetti dell’intesa. Il sindacato auspica che il prossimo incontro possa portare alla firma e collega l’accordo anche alla capacità di rendere la professione più attrattiva per i giovani medici, in una fase segnata dalla carenza di professionisti e dalla necessità di rafforzare i servizi territoriali.































