
Il consigliere di Per una Grande Vicenza presenta un’interrogazione sulle criticità del trasporto scolastico. Nel mirino la concentrazione di autobus e navette in viale Milano e la mancanza di un quadro complessivo sui risultati del servizio.
Il traffico degli autobus in viale Milano e all’autostazione di Vicenza non sarebbe soltanto una conseguenza della viabilità e dei cantieri, ma anche delle scelte con cui sono state organizzate le corse. È la posizione del consigliere comunale Raffaele Colombara, del gruppo Per una Grande Vicenza, oltre che docente, che ha depositato un’interrogazione a risposta orale per chiedere chiarimenti sul funzionamento del trasporto scolastico e sui criteri utilizzati per riorganizzare il servizio.
«Viale Milano non è un ostacolo in cui i bus incappano: i bus in quell’area ce li mette l’orario», sostiene Colombara, secondo cui la concentrazione di autobus, navette e interscambi nelle fasce di uscita dalle scuole avrebbe dovuto essere valutata preventivamente, considerando le ricadute sull’intera rete.
Nel mirino del consigliere ci sono soprattutto i tempi di percorrenza, le coincidenze tra le linee e l’assenza, a suo dire, di un quadro complessivo dei dati che permetta di verificare se il nuovo assetto stia funzionando.
Navette, cambi di autobus e tempi di percorrenza
Secondo quanto ricostruito nell’interrogazione, alle corse extraurbane che accompagnano gli studenti direttamente nei rispettivi paesi si sono aggiunte navette dirette all’autostazione, dove altri ragazzi devono cambiare autobus per raggiungere i comuni della cintura urbana. A questo si sommano le modifiche ai percorsi di diverse linee e le fermate effettuate in prossimità degli istituti scolastici.
Una riorganizzazione che concentra più mezzi e passeggeri nello stesso luogo e nelle medesime fasce orarie. La questione centrale riguarda quindi la compatibilità tra gli orari programmati e le condizioni reali del servizio: traffico, fermate, tempi necessari per far salire gli studenti e coincidenze da rispettare.
Se i tempi assegnati alle corse non tengono conto di queste condizioni, osserva il consigliere, i ritardi possono maturare già durante il percorso e ripercuotersi sui collegamenti successivi.
L’interrogazione chiede perciò se siano state effettuate verifiche sui tempi effettivi di viaggio e se siano stati analizzati i dati disponibili sulla puntualità, sui ritardi, sugli arrivi in autostazione e sulle coincidenze perse.
Le criticità sul trasporto scolastico erano note già a luglio
Secondo il consigliere il problema non sarebbe emerso improvvisamente con l’inizio dell’anno scolastico. La nota di SVT del 24 luglio 2026, inviata all’Ente di Governo del trasporto pubblico locale e per conoscenza al Comune, descriveva già modifiche ai percorsi, corse scolastiche, rinforzi e collegamenti con l’autostazione, nel contesto dei lavori in piazzale De Gasperi e delle difficoltà della viabilità.
«Quando si concentrano più corse, navette e interscambi nello stesso luogo e nelle stesse fasce orarie, l’impatto va valutato prima, non rincorso dopo», afferma Colombara.
L’area di viale Milano rappresenta inoltre uno snodo importante per il trasporto extraurbano ed è condizionata dai lavori connessi al progetto dell’alta velocità ferroviaria. Nella tema rientra anche la Cittadella degli Studi, frequentata quotidianamente da migliaia di studenti: al tavolo in Prefettura del 9 aprile, ricorda il consigliere, era stato richiamato un dato di circa 5.000 studenti provenienti da sette istituti.
«Servono dati su ritardi, affollamento e rientri»
Il consigliere ha chiesto chiarimenti attraverso diversi passaggi istituzionali: un’interpellanza del 10 gennaio, il confronto in Prefettura del 9 aprile, una PEC del 13 aprile e una successiva richiesta di accesso agli atti. Secondo Colombara, finora sarebbe arrivata la documentazione relativa alla nota di luglio, ma non una ricostruzione complessiva in grado di mostrare i risultati della riorganizzazione.
Tra le informazioni richieste figurano i dati sulla puntualità delle corse, sui livelli di affollamento, sui ritardi, sulle coincidenze mancate e sui tempi complessivi necessari agli studenti per tornare a casa. Necessario confrontare gli orari programmati con quelli effettivi, utilizzando, ove disponibili, i dati di localizzazione e rilevazione dei mezzi.
«Se i dati ci sono, vengano mostrati. Se non ci sono, si spieghi su quali basi sia stata riorganizzata la mobilità di migliaia di ragazzi», è la richiesta del consigliere.
Gli effetti del trasporto scolastico su studenti, famiglie e traffico cittadino
Le possibili conseguenze riguardano non soltanto gli studenti, ma anche le famiglie e la mobilità urbana.
Per i ragazzi il rischio è quello di viaggi più lunghi, attese e coincidenze difficili da rispettare. Per i genitori, le difficoltà negli spostamenti potrebbero comportare una riorganizzazione degli impegni quotidiani e, in alcuni casi, il ricorso all’automobile per accompagnare o riprendere i figli.
Un effetto che potrebbe ripercuotersi anche sul traffico cittadino, soprattutto nelle fasce orarie già congestionate. Secondo il consigliere, un servizio pubblico non adeguatamente calibrato rischierebbe così di spingere alcune famiglie verso l’auto privata, aggravando proprio le criticità che la riorganizzazione dovrebbe contribuire a gestire.
Dal 7 novembre cambia ancora la linea 4
Un ulteriore elemento riguarda le modifiche già annunciate da SVT. Dal 7 novembre 2026 è prevista una variazione del percorso della linea urbana 4, mentre la riapertura di viale Roma e corso San Felice potrebbe rendere necessari altri aggiustamenti alla rete.
Per Colombara, tuttavia, intervenire sulle singole linee non basta: occorre verificare il funzionamento complessivo del sistema, valutando insieme corse scolastiche, navette, fermate, interscambi e conseguenze sulla viabilità.
Nell’interrogazione rivolta al sindaco e all’assessore competente, il consigliere chiede quindi quali valutazioni siano state effettuate dal Comune prima dell’avvio dell’anno scolastico, quali dati siano stati ottenuti da SVT e dall’Ente di Governo e quali iniziative l’amministrazione intenda assumere insieme alla Provincia e all’azienda per individuare eventuali correttivi.
La questione coinvolge anche i rapporti tra gli enti. La Provincia di Vicenza detiene il 65,34% di SVT e ospita l’Ente di Governo competente per la programmazione del trasporto pubblico locale, mentre il restante 34,66% della società è detenuto dal Comune.
Colombara chiede che le rispettive responsabilità non si traducano in un rimpallo istituzionale e che sia chiarito chi abbia assunto le decisioni, quali controlli siano stati svolti e chi debba intervenire per risolvere le eventuali criticità.
«Il trasporto scolastico si giudica dai risultati: da quanto tempo impiega uno studente per tornare a casa, da quante coincidenze riesce a prendere e dalla possibilità per una famiglia di organizzare la propria giornata», conclude Colombara. «È su questi risultati che vogliamo risposte».
Il nodo del trasporto scolastico non risulta ancora risolto, tanto che gli studenti sono scesi in piazza e che, tra gli altri, uno studente dell’ITET Aulo Ceccato ci ha inviato la documentazione di un reclamo presentato a SVT.









































