
La ventiseienne del Bassanese raggiungerà Maputo il 2 novembre e lavorerà per un anno come project assistant nei programmi sanitari dell’organizzazione.
Camilla Comunello in Mozambico con il Cuamm trascorrerà un anno di servizio civile universale a Maputo. La giovane, originaria di Rosà, partirà lunedì 2 novembre come project assistant, affiancando i programmi di cooperazione illustrati da Medici con l’Africa Cuamm.
Comunello ha 26 anni, una laurea triennale in Lingue per il commercio e il turismo internazionale conseguita a Verona e una magistrale in European and International Studies a Trento. Durante il percorso di studio ha vissuto anche tre mesi in Cina e ha maturato esperienze di volontariato e tirocinio in Africa.
La partenza si inserisce nelle esperienze di servizio civile e cooperazione internazionale dei giovani vicentini. In Uganda ha svolto tre settimane di volontariato; in Tanzania ha lavorato tre mesi come tirocinante in ambasciata, entrando in contatto con giovani già impegnate nel servizio civile Cuamm.
Camilla Comunello in Mozambico con il Cuamm a Maputo
In Mozambico l’organizzazione è presente dal 1978 e oggi conta circa trecento operatori distribuiti tra Sofala, Cabo Delgado, Maputo, Zambesia e Tete. Gli interventi raggiungono 74 strutture sanitarie, con particolare attenzione alla salute materno-infantile, alla pediatria e alle malattie croniche.
A Maputo il Cuamm lavora nell’Ospedale generale di Mavalane e nei centri di salute. A Beira collabora inoltre con tre ospedali e con l’Università Cattolica del Mozambico per formare medici locali; quasi cinquecento professionisti si sono laureati anche grazie a questo percorso.
La formazione prima della partenza ha permesso a Comunello di condividere dubbi e aspettative con le altre volontarie. L’obiettivo personale è conoscere dall’interno la cooperazione internazionale e capire se potrà diventare il suo futuro professionale.
L’esperienza di Camilla Comunello in Mozambico con il Cuamm unisce quindi formazione, servizio civile e assistenza sanitaria. Il lavoro sul campo sarà anche un’occasione per valutare responsabilità e competenze necessarie in progetti costruiti insieme alle strutture locali.







































