Hilti, V edizione ‘Infrastructure Academy’ oltre il Pnrr, infrastrutture come leva di competitività e sostenibilità

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(Adnkronos) – L’edizione 2026 dell’Infrastructure Academy, organizzata da Hilti Italia in collaborazione con Ais (Associazione Infrastrutture Sostenibili) e con il patrocinio di CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), ha riunito a Roma, presso la prestigiosa Serra del Palazzo delle Esposizioni, rappresentanti delle istituzioni, operatori infrastrutturali, imprese e professionisti per riflettere su una domanda chiave: cosa resterà all’Italia dopo il Pnrr? Ad aprire i lavori sono stati Alessandro Savino, Amministratore Delegato di Hilti Italia e Alfredo Martini, Vicepresidente di AIS. Savino ha proposto una lettura “dell’eredità del Pnrr che va oltre le opere realizzate, individuandone il valore principale nelle competenze sviluppate, nei nuovi modelli organizzativi e nella capacità di trasformare investimenti straordinari in capacità permanenti”. In particolare, ha sottolineato il ruolo sempre più centrale della digitalizzazione (BIM, digital twin) e più in generale della progettazione integrata come fattori destinati a incidere in modo strutturale sulla competitività del settore. Nel suo intervento, Martini ha evidenziato come il Pnrr abbia contribuito a rafforzare la capacità della Pubblica Amministrazione di gestire progetti complessi orientandoli ai risultati, favorendo la crescita delle competenze del sistema imprenditoriale. Tuttavia, ha ricordato che tali progressi potranno consolidarsi solo garantendo continuità agli investimenti e ai modelli organizzativi introdotti negli ultimi anni. La sfide future individuate da Ais riguardano la resilienza climatica, destinata a diventare un elemento chiave di qualsiasi strategia infrastrutturale futura, la digitalizzazione degli asset e la produttività del settore delle costruzioni. 

A seguire, la tavola rotonda moderata dalla giornalista Tonia Cartolano ha visto il dialogo tra Sara Padulosi di Anas, Donato Ludovici di FS Engineering, Gaetano Volpe di Latitudo 40 e Giacomo Calzoni di Calzoni SpA. I relatori hanno affrontato temi legati alla progettazione integrata, monitoraggio intelligente degli asset, manutenzione predittiva, sostenibilità e gestione evoluta delle infrastrutture. Per Sara Padulosi, Responsabile della Struttura di Architettura, Ambiente e Valorizzazione del Territorio di Anas l’esperienza del PNRR ha rafforzato la centralità della progettazione come processo integrato con il territorio e con gli obiettivi di sostenibilità. FS Engineering nella veste di Donato Ludovici, Direttore Ingegneria delle Costruzioni ha posto l’accento sull’evoluzione del Bim verso il concetto di digital twin, capace di accompagnare l’opera lungo tutto il suo ciclo di vita. Gaetano Volpe Ceo di Latitudo 40 ha illustrato il contributo dei dati satellitari, dell’intelligenza artificiale e dei modelli predittivi nella gestione del rischio climatico e della resilienza infrastrutturale. Infine, Giacomo Calzoni di Calzoni SpA ha evidenziato l’importanza della pianificazione preventiva, oltre che della formazione delle maestranze – in primis della figura del capocantiere – per poter contare su una forza lavoro sempre più qualificata. 

La serata è proseguita con l’intervista allo special guest Enrico Giovannini, economista, ex Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e Direttore Scientifico dell’ASviS. Giovannini ha ricordato come il Pnrr abbia dimostrato la capacità del Paese di accelerare processi decisionali e investimenti che in passato avrebbero richiesto tempi molto più lunghi, contribuendo alla diffusione di una nuova cultura delle infrastrutture sostenibili e resilienti. La resilienza, ha spiegato, non consiste nel tornare alla situazione precedente dopo un cambiamento radicale, ma nel “rimbalzare in avanti”, costruendo sistemi più forti, più sicuri e più sostenibili. Ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la programmazione di lungo periodo e di considerare la sostenibilità non come un vincolo, ma come un fattore di competitività economica e industriale. Nel corso dell’intervento, Enrico Giovannini ha inoltre ricordato alcuni cambiamenti normativi significativi introdotti negli ultimi anni, come la modifica dell’articolo 9 della Costituzione che inserisce tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli interessi delle future generazioni, e l’introduzione della valutazione di impatto generazionale per le nuove leggi. Un altro messaggio centrale ha riguardato il rapporto tra sostenibilità ed economia. Secondo l’ex Ministro, i dati dimostrano che le imprese che investono in sostenibilità tendono a migliorare competitività, produttività e occupazione. La sostenibilità non deve quindi essere considerata un costo o un vincolo, ma una leva di sviluppo economico e industriale. A chiusura dell’evento, Luigi Ancona, Sales Director di Hilti Italia, ha ribadito il significato dell’Infrastructure Academy come piattaforma di dialogo tra attori che condividono la responsabilità di costruire il futuro del Paese. Richiamando la missione di Hilti, “Making Construction Better”, ha sottolineato come produttività, sostenibilità e sicurezza rappresentino le direttrici fondamentali per generare valore duraturo attraverso le infrastrutture. Infine è stato sintetizzato lo spirito dell’iniziativa in tre parole: coraggio, responsabilità e cura. “Valori che, secondo Hilti, dovranno guidare istituzioni, imprese e professionisti nel trasformare l’eredità del Pnrr in una visione condivisa di sviluppo sostenibile e crescita di lungo periodo”. 

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