“Verso l’Africa”, a Vicenza il libro sui 75 anni del Cuamm e la solidarietà del Nordest

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Verso l’Africa, copertina del libro sui 75 anni del Cuamm

Sabato 7 novembre alle 17, nella Sala Grande dell’Istituto Saveriani, autori e operatori presenteranno il volume dedicato alla storia dell’organizzazione sanitaria.

La vicenda relativa a Verso l’Africa è stata illustrata nel comunicato ricevuto; il contesto istituzionale è consultabile sul portale dell’organizzazione.

Le notizie della città sono raccolte nella sezione dedicata a Vicenza.

Verso l’Africa, dati e protagonisti

Undici scrittori e intellettuali raccontano la storia di Medici con l’Africa Cuamm e le radici della solidarietà nel Nordest. Il volume, pubblicato da Ronzani Editore e curato da Francesco Jori e Sergio Frigo, sarà presentato sabato 7 novembre alle 17 nella Sala Grande dell’Istituto Saveriani, in viale Trento 119.

L’ingresso è libero.

Il libro nasce in occasione dei 75 anni del Cuamm, ma evita la forma della semplice celebrazione: attraverso racconti e testimonianze ricostruisce il legame tra il territorio veneto, le esperienze di aiuto reciproco e l’impegno sanitario nel continente africano.

I curatori partono da una domanda: perché un’esperienza di cooperazione così duratura è nata proprio in Veneto? La risposta proposta nel volume richiama un percorso secolare di attenzione agli ultimi, presente nel mondo cattolico ma anche in quello laico.

Alla presentazione interverranno Matteo Dalla Riva, Sergio Frigo, Francesco Jori, Patrizia Laquidara, la specializzanda Chiara Guariento e il direttore del Cuamm don Dante Carraro. La raccolta comprende contributi di Sonia Aggio, Beatrice Andreose, Antonio G. Bortoluzzi, Luciano Cecchinel, Matteo Dalla Riva, Patrizia Laquidara, Elisa Kidanè, Paolo Malaguti, Simone Marcuzzi, Alessandro Mezzena Lona e Daniele Zovi.

Le storie di famiglie, fabbriche e parrocchie si intrecciano con quelle di medici, volontari e cooperanti che hanno scelto di lavorare con le comunità africane. Il risultato è un mosaico che collega letteratura, memoria sociale e diritto alla salute, mettendo al centro l’incontro con l’altro e la costruzione di relazioni non assistenzialistiche.