
(Adnkronos) – In risposta all’ultimatum, ‘dimissioni o impeachment’, Pete Hegseth sceglie la trincea e registra un video di fronte al rinominato ‘Dipartimento della Guerra’ per promettere che “le politiche della distruzione personale non hanno funzionato con il presidente Trump e non funzioneranno con me”. E praticamente in contemporanea fonti informate smentiscono al Washington Post che si stia valutando la nomina di Hegseth al seggio del Senato del Tennessee, indicata nelle scorse ore da media americani come possibile exit strategy di fronte alle crescenti pressioni su Trump di repubblicani che chiedono la testa del capo del Pentagono, considerato il principale responsabile degli errori commessi in Iran e in ultima analisi quindi della debacle alle elezioni di midterm.
In un video tutto all’attacco, Hegseth ha difeso “il coraggioso e storico sforzo” dell’attacco all’Iran e rivendicato che “continueremo il duro lavoro affinché sotto la leadership del presidente Trump” Teheran non possa avere l’arma atomica. Inoltre, ha chiesto che il Congresso uscente dia la luce verde alla legge di spesa speciale da 350 miliardi per la Difesa “a prescindere da quello che la gente pensa della guerra”.
Infine ha avuto parole sprezzanti e di sfida contro “il frustrato e sconfitto deputato” repubblicano, l’anti Trump Thomas Massie, che “insieme ai suoi alleati democratici” ha “scagliato falsi articoli di impeachment contro il vostro”, affermando che “le loro politiche e la loro ossessione per il teatrino politico non funzioneranno”. E il messaggio del segretario che ama definirsi “guerriero” è stato rilanciato dall’ufficio stampa del Pentagono con post che incitano a combattere: “Resistete, combattete, difendete la Repubblica”.
In contemporanea arrivava una nuova espressione di sostegno e fiducia da parte di Trump, che apprezza personalmente e caratterialmente l’ex conduttore televisivo che ha voluto a tutti i costi al Pentagono, anche quando la sua conferma al Senato appariva impossibile, che ha lodato il “fantastico lavoro” che sta facendo, difendendo i licenziamenti di decine di vertici militari: “Molti di loro erano woke, a me non piacciono i generali woke”.
I media americani insistono sul fatto che Trump continua a chiedere consigli ad alleati riguardo al destino di Hegseth, con un funzionario del Pentagono che spiega a The Hill che una sostituzione del segretario alla Difesa in questo momento sarebbe “non praticabile” data la difficoltà di trovare un nome che possa essere confermato dal Congresso uscente.
Sullo sfondo di queste valutazioni, incombe il rischio che la prossima settimana vengano messi ai voti gli otto articoli di impeachment già presentati da Massie in cui si chiede di mettere in stato di accusa Hegseth per la guerra in Iran senza autorizzazione del Congresso, per il blitz che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro anche qui senza poteri costituzionali e per le decine di esecuzioni extragiudiziarie di presunti ‘narcoterroristi’ con i raid condotti nei Caraibi.
Con decine e decine di deputati repubblicani che hanno perso il seggio nella debacle elettorale che è stata imputata da JD Vance, ma in un certo senso anche da Trump, alla guerra, la votazione degli articoli di impeachment nella Camera uscente in cui i repubblicani hanno una maggioranza di appena 4 voti appare molto rischiosa per Hegseth, con diverse fonti Gop che hanno detto alla Cnn che si aspettano che vengano approvati.
In questo quadro si inseriscono le dichiarazioni al Post, e altri media americani, delle fonti informate riguardo al fatto Trump non avrebbe mai parlato di un’eventuale nomina di Hegseth al Senato con Marsha Blackburn, la senatrice repubblicana del Tennessee che lascerà il seggio a gennaio quando giurerà come nuova governatrice dello stato e in questa veste dovrà nominare il suo successore al Congresso.
Il Post cita anche un membro del team di Blackburn che afferma che la governatrice eletta non sta prendendo in considerazione Hegseth per il Senato, liquidando le rivelazioni come “voci fatte circolari da consulenti che non hanno nulla da fare”. “Washington non sceglierà il prossimo senatore” del Tennessee, ha concluso. Nei giorni scorsi interrogato su queste voci, Trump aveva detto che Hegseth sarebbe “un senatore molto popolare”, aggiungendo però di non sapere nulla di una sua eventuale nomina.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


































