
(Adnkronos) –
Nel mese di novembre ci sono due giornate che possono far variare la busta paga rendendola più ricca. Il 1 novembre, Festa di Ognissanti, rappresenta una festività nazionale e viene considerato un giorno non lavorativo per la maggior parte dei lavoratori: quindi coloro che non lavorano riceveranno comunque la retribuzione piena. E’ riconosciuto come giorno di riposo obbligatorio secondo la normativa italiana, il dipendente ha infatti diritto a percepire lo stesso stipendio che avrebbe ricevuto se avesse lavorato, senza alcuna decurtazione.
C’è poi il 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ex festività soppressa: dal 1977 non dà più diritto a stare a casa dal lavoro e la legge stabilisce che la sua celebrazione venga spostata alla prima domenica del mese.
Se la festività cade quindi in un giorno lavorativo (da lunedì a venerdì in generale), il datore di lavoro deve corrispondere la normale retribuzione giornaliera. Nel 2026, però, l’1 novembre cade di domenica. Un dettaglio che cambia il modo in cui viene trattato in busta paga, perché si parla di festività coincidente con la domenica. Per i lavoratori con stipendio fisso mensile, la festività che coincide con la domenica non va ‘persa’. La legge e la maggior parte dei contratti collettivi prevedono un indennizzo economico. Perché di fatto viene ‘perso’ il beneficio di una festività che, se fosse caduta in un giorno lavorativo, avrebbe dato diritto al riposo retribuito. Per questo viene riconosciuta una compensazione economica. L’importo extra per la festività non goduta da parte di un impiegato è in genere pari a 1/26 della retribuzione globale mensile. Ma non è così per tutti, alcuni Ccnl prevedono criteri diversi.
Nel caso in cui il lavoratore presti attività, non si parla più solo di festività coincidente con la domenica perché lavora di domenica e durante una festività nazionale. Il pagamento dipende dal Ccnl: dalla retribuzione per le ore lavorate, dalla maggiorazione per lavoro festivo e da quello domenicale (se prevista e distinta), dal riposo compensativo (se dovuto).
Quindi, per capire esattamente quanto spetta in busta paga, è fondamentale fare riferimento al proprio contratto collettivo. Non sempre le maggiorazioni si sommano in modo automatico. Alcuni contratti prevedono una maggiorazione unica per il lavoro festivo, altri distinguono domenicale, festivo, notturno o straordinario.
In genere per una festività lavorata senza riposo compensativo, l’impiegato ha diritto alla normale retribuzione oltre alla maggiorazione del 50% (il valore della maggiorazione varia in base al Ccnl applicato) sulla retribuzione oraria per le ore lavorate in un giorno festivo.
Nel caso del 4 novembre, in quanto festività soppressa, ai lavoratori dipendenti spetta un trattamento economico specifico, che varia in base al proprio Contratto collettivo nazionale di Lavoro: alcuni conservano uno specifico trattamento economico collegato a questa ex festività. In alcuni casi, essendo stata spostata alla domenica, viene considerato come una festività cadente di domenica: quindi nello stipendio si riceverà un giorno in più di retribuzione (pari a 1/26 della quota mensile per i lavoratori a stipendio fisso), indipendentemente dal giorno della settimana in cui cade effettivamente il calendario.
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