Acciaierie Venete, operaio morto a Sarezzo: la Fiom chiede più sicurezza negli impianti

49
Sicurezza nelle Acciaierie Venete, intervento di soccorso simulato in un luogo di lavoro

Il sindacato esprime cordoglio per la morte di un lavoratore di 47 anni nello stabilimento bresciano e richiama l’azienda a intervenire in tutti i siti.

La sicurezza nelle Acciaierie Venete torna al centro dell’attenzione dopo la morte di un operaio di 47 anni nello stabilimento di Sarezzo, in provincia di Brescia. Fiom Cgil Verona e la rappresentanza sindacale unitaria del sito di Dolcè hanno espresso vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone coinvolte.

Nel comunicato, il sindacato ricorda altri incidenti avvenuti negli stabilimenti del gruppo: quello mortale di circa un anno fa a Borgo Valsugana e l’episodio del 2018 a Padova, dove due lavoratori morirono per le ustioni riportate dopo il cedimento del perno di una siviera.

Le informazioni e le iniziative della categoria sono pubblicate dalla Fiom Cgil nazionale. Il richiamo interessa anche il Veneto, dove il gruppo ha uno stabilimento a Dolcè e dove una recente vertenza alle Acciaierie Venete di Dolcè ha riguardato il reintegro di un lavoratore.

Sicurezza nelle Acciaierie Venete, la richiesta della Fiom

Fiom e Rsu chiedono che procedure e investimenti sulla prevenzione siano rafforzati in tutti gli impianti del gruppo. L’attenzione, secondo la nota, deve comprendere anche i lavoratori delle aziende in appalto, esposti ai rischi della produzione siderurgica pur non essendo dipendenti diretti.

Il comunicato sottolinea che le indagini sull’incidente di Sarezzo sono ancora in corso. Non vengono quindi formulate conclusioni sulle responsabilità o sulla dinamica, che spetterà agli organi competenti accertare. Le valutazioni sull’organizzazione del lavoro e sulle misure necessarie sono posizioni del sindacato.

La produzione dell’acciaio comporta attività ad alta temperatura, movimentazione di materiali pesanti e impiego di impianti complessi. Per la Fiom, proprio queste caratteristiche rendono indispensabili manutenzione costante, formazione verificabile e procedure condivise con le rappresentanze dei lavoratori.

La richiesta è che l’azienda apra un confronto esteso a tutti i siti, senza limitare le verifiche allo stabilimento colpito dall’ultimo incidente. Il sindacato chiede inoltre che gli interventi siano misurabili e che coinvolgano l’intera catena produttiva, compresi appalti e subappalti.

Il nuovo lutto riporta così in primo piano la sicurezza nelle Acciaierie Venete. Alla magistratura e agli enti ispettivi competono gli accertamenti sul caso di Sarezzo; all’azienda e alle parti sociali spetta invece il confronto sulle misure preventive capaci di ridurre i rischi negli stabilimenti.