
(Adnkronos) – L’opera di Giuseppe Verdi nello splendore della Belle Époque. Venerdì 12 e sabato 13 giugno si apre l’Arena di Verona Opera Festival con una nuova produzione della Traviata. Doppia serata inaugurale per lo spettacolo firmato dal regista scozzese Paul Curran e realizzato in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi. Michele Spotti dirige i complessi artistici areniani e un cast di prestigio internazionale con Martina Russomanno, Yusif Eyvazov e Amartuvshin Enkhbat.
La Traviata approdò sul palcoscenico areniano 80 anni fa, proprio nel 1946, come primo spettacolo del dopoguerra. Durante l’estate 2026 sarà in scena per 13 serate, fino al 12 settembre, data di chiusura della stagione. Il regista Paul Curran che debutta in Arena firmando una lettura originale ed esteticamente d’impatto che proietterà il pubblico nella Parigi di inizio ‘900, nella vita notturna di Montmartre, fra gli splendori della Belle Époque, dove esplose la popolarità del Moulin Rouge. Le scenografie sono di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena, le luci di Fabio Barettin, le coreografie di Kyle Lang.
Il nuovo allestimento rimarrà fedele alla drammaturgia verdiana, immergendola in un mondo spettacolare e ricco di contrasti come quello del cabaret parigino, ricostruito con accuratezza storica e artistica. Proprio La Traviata, soggetto che conquistò Verdi anche per ragioni biografiche, segnò una svolta decisiva nella sua carriera e in quella di tutto il teatro d’opera, sin dal suo esordio nel 1853 (un fiasco clamoroso, trasformatosi l’anno dopo in un trionfo e mai più interrotto). Una storia scabrosa, trattata con verità e potenza teatrale, tratta dalla Signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio ed ispirata alla vera esistenza di Alphonsine Plessis. Amore e sacrificio, sogni privati e pubblico giudizio si scontrano, in quella che è una delle opere più rappresentate. Una storia contemporanea, per il pubblico dell’epoca, destinata a fare scandalo, allora come oggi.
Grazie alla collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, Fondazione Arena scrive una pagina di storia dell’Opera Festival. Sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona rivivrà la vitta notturna di Montmartre, gli splendori della Belle Époque di Parigi e la popolarità del Moulin Rouge. Un luogo iconico che tuttora unisce intrattenimento e fascino storico e che con orgoglio, per la prima volta, collabora con una fondazione lirico-sinfonica. In scena i due elementi che ne ricordano le origini: il mulino rosso ed il grande elefante torneranno protagonisti della vita notturna. I fondatori del Moulin Rouge, Charles Zidler e Joseph Oller, acquistarono infatti un gigantesco elefante in stucco che avevano visto all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. La aggiunsero al giardino del Moulin Rouge, come spazio di intrattenimento e così divenne uno dei simboli dell’epoca.
Uno sforzo produttivo ingente, che ha impegnato centinaia di tecnici tra falegnami, carpentieri, elettricisti, pittori, scultori e decoratori, in progettazione, costruzione, trasporto, montaggio, dagli oltre 10 mila metri quadrati dei laboratori di via Gelmetto, alla sartoria di Fondazione, a quelle di Milano e Roma, fino all’immenso palcoscenico dell’Arena, dove macchinisti e tecnici realizzeranno grandi movimentazioni a vista per spettacolari cambi di scena.
Come sottolinea il regista Paul Curran, “la storia di Violetta sembra ancora attuale. Viene giudicata dalla stessa società che dipende da lei, è ammirata in pubblico ma ritenuta immeritevole di dignità in privato. La stessa Parigi del libretto – prosegue Curran, illustrando le caratteristiche dell’allestimento – rivive qui in scena negli anni ’10 del ‘900. Un periodo di straordinaria energia, bellezza e liberazione. Parigi era animata dalla cultura del cabaret, musica, danza e nuove idee artistiche. Allo stesso tempo, dietro il glamour, l’edonismo, lo spettacolo e l’eccesso, esistevano profonde divisioni sociali e solitudine personale. Un contrasto molto vicino al mondo emotivo de La Traviata. La nostra Violetta vive circondata dal piacere e dalla teatralità. Eppure, sotto questo mondo, c’è una donna che capisce fin dall’inizio che la sua vita sarà breve. E alla fine, nonostante lo spettacolo che la circonda, l’opera diventa profondamente intima: la storia di una giovane donna alla ricerca di amore, libertà e dignità nel poco tempo che le resta”.
Il titolo più amato e rappresentato al mondo, nonché la storia d’amore più celebre dell’Opera, avrà come protagonista la giovane Martina Russomanno (12 e 20 giugno), esordiente in Arena, cui si avvicenderanno due soprani già applauditi in Arena come Violetta Valéry, quali Gilda Fiume (13 e 27 giugno) e Rosa Feola (dal 6 agosto). Vasilisa Berzhanskaya, già alla prova in ruoli-monstre da Rossini a Norma, farà il suo debutto nel ruolo di Violetta il 16 e il 31 luglio. Veri beniamini areniani saranno nei panni dell’amato Alfredo: Yusif Eyvazov (per la prima volta in questo ruolo in Arena), Galeano Salas, Francesco Meli, Enea Scala, René Barbera e i tenori Antonio Poli e Adam Smith, al loro esordio in Anfiteatro. Così come sono ben noti i richiestissimi baritoni che si avvicenderanno come Germont padre: Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Ludovic Tézier, Luca Salsi e il giovane Mihai Damian, fresco vincitore di Operalia 2025, al suo debutto in Arena. Con ruoli di fianco di prim’ordine e la direzione di Michele Spotti (sul podio della prima fino ad agosto) e Francesco Ivan Ciampa (per le ultime rappresentazioni).
Per altri tre mesi, il Festival proseguirà per 53 serate in totale, riportando in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con Artedanzasrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
In tre mesi, l’Arena di Verona vedrà al lavoro 1.300 persone tra complessi artistici, tecnici, amministrativi, dentro e fuori il teatro e ospiterà oltre 80 fra direttori e cantanti: si alterneranno sullo stesso palcoscenico i migliori artisti della scena internazionale, che torneranno in Arena anche per debuttare in nuovi ruoli. Solo per citarne alcuni, Anna Netrebko, Lisette Oropesa, Rosa Feola, Anna Pirozzi, Maria José Siri, Mariangela Sicilia, Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Maria Agresta, Vasilisa Berzhanskaya, Marta Torbidoni, Clémentine Margaine, Annalisa Stroppa, Yusif Eyvazov, René Barbera, Gregory Kunde, Brian Jagde, Roberto Alagna, Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi, Ludovic Tézier, Michele Pertusi, Alexander Vinogradov, Roberto Tagliavini e molti altri. Molti gli esordi di artisti già affermati e giovani voci tra i migliori talenti emergenti, tra cui Carolina López Moreno, Adam Smith, Mihai Damian, Martina Russomanno, Mariano Buccino, SeokJong Baek, Alexander Roslavets, Ankhbayar Enkhbold, Francesca Pia Vitale, Antonio Poli, Enkeleda Kamani, Carlo Vistoli e altri. Insieme agli applauditi direttori Michele Spotti, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa, Andrea Battistoni, Francesco Ommassini, debutteranno sul podio areniano James Conlon, Sebastiano Rolli, Francesco Lanzillotta. Come sempre, per tutti gli spettacoli in cartellone, grande cura è riservata ai ruoli di fianco, che anche nell’estate 2026 annoverano alcuni fra i più richiesti artisti a livello internazionale, accanto a giovani talentuosi al loro esordio in Arena, come il basso Mariano Buccino, il baritono Ankhbayar Enkhbold e altri. Tra gli interpreti, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Gezim Myshketa, Gabriele Sagona, Francesca Maionchi, Matteo Macchioni, Riccardo Rados, Elisabetta Zizzo, Elena Borin, Clarissa Leonardi, Saverio Fiore, Abramo Rosalen, Gianfranco Montresor.
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