
(Adnkronos) – Il cinema torna a incontrare la letteratura alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica della Biennale di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. Tra i titoli annunciati dal direttore artistico Alberto Barbera nel cartellone ufficiale emerge con forza una tendenza ormai consolidata: il grande schermo guarda sempre più spesso ai romanzi come fonte d’ispirazione, trasformando pagine amate da lettori e critici in nuove esperienze cinematografiche. Il programma propone numerosi film tratti o liberamente ispirati a opere letterarie italiane e internazionali: una presenza significativa che conferma il dialogo continuo tra due linguaggi capaci di raccontare la complessità dell’essere umano: la parola scritta e l’immagine.
Tra i film in concorso per il Leone d’oro spicca “Il fuoco che ti porti dentro”, diretto da Edoardo De Angelis e tratto dal romanzo omonimo di Antonio Franchini, pubblicato da Marsilio. Il film porta sullo schermo il ritratto intenso e controverso di Angela, madre dello scrittore, figura segnata da contraddizioni, rabbia e fragilità. A interpretare il personaggio sarà Vanessa Scalera, in una storia familiare che trasforma una cena della vigilia di Natale in un confronto emotivo tra passato e presente.
Sempre in concorso arriva anche “Look Back”, adattamento del manga di Tatsuki Fujimoto firmato dal regista giapponese Hirokazu Koreeda. L’opera racconta l’amicizia tra due giovani ragazze unite dalla passione per il disegno e riflette sul talento, sulla perdita e sulla ricerca del proprio posto nel mondo. Il legame tra cinema e narrativa torna protagonista con “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, liberamente ispirato al romanzo “Legami” dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, pubblicato da Feltrinelli. Dopo il precedente adattamento di “Tre piani”, il regista torna a confrontarsi con una scrittura fatta di relazioni, fragilità e possibilità di cambiamento. Il film intreccia diverse storie del libro in un unico racconto cinematografico con protagonisti Jasmine Trinca, Louis Garrel e Angela Finocchiaro.
Tra i film in concorso compare anche “Mr. Nelson, Did You Kill People?”, diretto da Shinya Tsukamoto e ispirato all’omonimo libro autobiografico di Allen Nelson, veterano afroamericano della guerra del Vietnam. L’opera affronta il tema della memoria del conflitto e delle sue conseguenze personali e collettive.
Fuori concorso sarà invece presentato “Scherzetto”, diretto da Mario Martone e tratto dal romanzo di Domenico Starnone pubblicato da Einaudi. Al centro della storia il rapporto inatteso tra un anziano illustratore e il nipote di quattro anni, due generazioni lontane costrette a convivere per alcuni giorni. Un incontro che diventa occasione per affrontare il tema dell’invecchiamento, della memoria e del rapporto tra passato e futuro. Nel cast Toni Servillo interpreta il protagonista Daniele Mallarico.
Nella sezione Orizzonti trova spazio “La ragazza con la Leica”, adattamento del romanzo di Helena Janeczek vincitore del Premio Strega 2018, pubblicato da Guanda. La regia è affidata ad Alina Marazzi, che porta sullo schermo la vita di Gerda Taro, fotografa pioniera e prima donna caduta su un campo di battaglia. Attraverso la sua storia personale e il rapporto con Robert Capa, il film racconta un’intera generazione segnata dalle tensioni politiche e sociali degli anni Trenta.
Sempre in Orizzonti arriva “La città dei vivi”, diretto da Edoardo Gabbriellini e ispirato al libro di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi. Il film affronta il drammatico caso dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel 2016, attraverso uno sguardo che punta non solo sulla cronaca ma soprattutto sulla dimensione umana delle persone coinvolte.
Il rapporto tra cinema e letteratura trova spazio anche nella sezione Restaurati, dove sarà presentata una nuova versione de “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini. Il classico del cinema italiano del 1960 è tratto dal racconto “Una notte del ’43”, contenuto nella raccolta “Cinque storie ferraresi” di Giorgio Bassani, opera con cui lo scrittore vinse il Premio Strega nel 1956. (di Paolo Martini)
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