Alto Vicentino, Cioni (Fdi Schio): “Territorio disunito. Bassano insegna”

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Schio Daspo alto vicentino
Alex Cioni

L’Alto Vicentino continua a rincorrere dossier fondamentali per il proprio sviluppo perché da troppo tempo è un territorio che fatica a fare sistema.

La pensa così Alex Cioni, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia e capogruppo nel Consiglio consiliare di Schio.

Una conclusione ragionata, alla quale l’esponente meloniano giunge… guardando a Bassano del Grappa.

Cioni: “Alto Vicentino impari dal Bassanese”

In particolare, nella sua disamina sullo stato dell’Alto Vicentino, Cioni parte dai recenti traguardi incassati dal territorio del Bassanese. Uno ormai assodato, la Superstrada Pedemontana Veneta, e “oggi guarda alla prospettiva di un nuovo tribunale”, sottolinea Cioni.

Per il politico scledense, per il quale il presidio di giustizia “una sua logica”, la vicenda è emblematica e “dovrebbe far riflettere soprattutto noi dell’Alto Vicentino e, in particolare, Schio, che rappresenta il Comune più popoloso di quest’area. Negli ultimi anni il Bassanese ha saputo costruire una capacità di rappresentanza istituzionale che oggi produce risultati concreti. Questo è un dato di fatto e rappresenta un merito che va riconosciuto”.

Cioni ricorda come agli inizi degli Anni ’10 Schio abbia perso il proprio tribunale e non sia poi riuscito a mantenere neanche la sede del Giudice di Pace. Parallelismi: il Bassanese ottiene, l’Alto Vicentino, no.

“Perché – si chiede il dirigente provinciale di FdI -? La risposta non può essere cercata soltanto a Roma o a Venezia.

Da troppo tempo il nostro territorio fatica a fare sistema e va riconosciuto che la responsabilità è innanzitutto nostra: della politica, dei corpi intermedi, delle categorie economiche e delle istituzioni locali. Ognuno è chiamato ad assumersi la quota parte di responsabilità.

È chiaro che servono rappresentanti politici autorevoli e capaci di rappresentare direttamente l’Alto Vicentino nei luoghi dove si assumono le decisioni che contano, senza dover continuare a delegare questo ruolo ad altri territori e ad altre figure, ma serve anche un territorio capace di presentarsi unito quando sono in gioco gli interessi comuni. I due elementi non sono alternativi, sono complementari e rappresentano la condizione indispensabile affinché la nostra area torni ad avere il peso che merita e di cui ha bisogno.

Quindi, a mio avviso, la vera lezione che arriva da Bassano, non riguarda tanto il tribunale, bensì la capacità di un territorio di individuare obiettivi condivisi, fare squadra e farsi ascoltare. È da questa riflessione che l’Alto Vicentino e in particolare lo scledense, dovrebbe ripartire, se vuole tornare a essere protagonista nelle grandi scelte che ne determineranno il futuro“, conclude Alex Cioni.