Genitori separati in Veneto, Padri in Movimento chiede alla Regione alloggi temporanei

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Alloggi per genitori separati, la richiesta alla Regione Veneto

Padri in Movimento riferisce 10-15 richieste di aiuto al mese in Veneto e chiede alla Regione soluzioni abitative temporanee dopo le separazioni.

Servono alloggi per genitori separati che, dopo aver lasciato la casa familiare, non riescono a sostenere un nuovo affitto. È la richiesta rivolta alla Regione Veneto da Padri in Movimento, che riferisce di ricevere sul territorio regionale tra dieci e quindici domande di aiuto al mese. Il coordinatore Luca Valentini sollecita l’assessora Paola Roma a predisporre sistemazioni temporanee per padri e madri in difficoltà.

I numeri sono forniti dall’associazione e descrivono, secondo Valentini, una pressione costante e non una somma di casi isolati. Le situazioni segnalate riguardano persone chiamate a sostenere contemporaneamente la propria quota di mutuo, il mantenimento dei figli e il costo di un’abitazione autonoma.

La proposta regionale si collega al Fondo nazionale per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati con figli a carico, istituito dalla legge di bilancio 2026. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato il percorso per rendere disponibili le risorse, ma il decreto attuativo con il Ministero dell’Economia non è ancora stato emanato e le domande non possono quindi essere presentate.

Il tema del contributo è già stato approfondito nell’articolo dedicato al bonus affitto per i genitori separati e ai tempi della misura. La novità della nota veneta riguarda la richiesta di affiancare al fondo nazionale una risposta locale immediata.

Alloggi per genitori separati, fondo nazionale e risposta locale

Secondo le indicazioni riportate da Padri in Movimento, il fondo dispone di 20 milioni di euro l’anno, per complessivi 60 milioni nel triennio 2026-2028. Il contributo potrebbe coprire fino al 50 per cento del canone, entro il limite di 6.000 euro annui, per genitori con almeno un figlio fiscalmente a carico fino a 21 anni e con reddito Irpef indicativamente non superiore a 35.000 euro.

Questi parametri dovranno essere confermati dal decreto e dal bando. Valentini accoglie favorevolmente la misura nazionale, ma osserva che i tempi amministrativi non coincidono con quelli di chi perde subito la disponibilità di una casa. Da qui la richiesta di una rete di sistemazioni temporanee coordinata con i servizi sociali e le politiche abitative regionali.

La proposta sugli alloggi per genitori separati apre ora un confronto sulla capacità del Veneto di offrire una risposta ponte, in attesa che il fondo diventi operativo. Restano da definire disponibilità degli immobili, criteri di accesso, durata dell’ospitalità e risorse necessarie.