
Oltre 200 persone hanno partecipato in Sala Arena al secondo incontro pubblico dedicato al progetto BESS di Sandrigo tenutosi lo scorso 1°ottobre. Una serata promossa per fare il punto sull’iter dell’infrastruttura e sulle iniziative avviate nelle ultime settimane dal Comitato dei cittadini, con approfondimenti dedicati anche agli aspetti tecnici e ai possibili scenari di rischio.
Secondo quanto riferito, tra il pubblico erano presenti numerosi residenti della zona interessata dal progetto. L’incontro è arrivato a circa un mese dal precedente appuntamento a cui aveva partecipato anche Vipiù e dopo la nascita del Comitato dei cittadini e l’avvio di una petizione per la tutela del suolo agricolo.
Durante la serata sono intervenuti la capogruppo di Nuova Sandrigo Lucia Pozzato, il portavoce del Comitato Matteo Rizzo, Roberto Ciambetti e gli ingegneri Paolo Lista e Marco Giometto.

BESS a Sandrigo, ricostruito l’iter amministrativo
Uno dei temi affrontati è stato il percorso amministrativo seguito dal progetto. Lucia Pozzato ha presentato una cronologia delle principali tappe dell’iter, soffermandosi anche sulle difficoltà che sarebbero state incontrate nell’accesso alla documentazione.
Secondo quanto riferito dalla consigliera, il Comune era stato coinvolto nel procedimento autorizzativo già il 10 ottobre 2025, mentre la Conferenza di servizi era stata indetta il 16 gennaio 2026 in modalità asincrona, attraverso l’esame della documentazione da parte degli enti interessati che, ciascuno autonomamente, effettua le proprie determinazioni.
Pozzato ha spiegato di essere venuta a conoscenza del progetto, insieme alla consigliera Gabriella Cuman, attraverso due atti pubblicati il 21 luglio: una determina del 15 luglio, che affidava alla società Barrel un’analisi della componente economica per 24.400 euro IVA inclusa, e una delibera di Giunta del giorno successivo.
Tra i punti sollevati figura la modalità di confronto tra le amministrazioni. Pozzato sostiene che, nei documenti esaminati, risulti una proposta comunale di incontro tecnico, ma non una richiesta espressa di Conferenza di servizi sincrona, con la partecipazione contestuale degli enti.
La consigliera si è soffermata anche sulla convenzione economica: secondo la ricostruzione presentata, la delibera del 16 luglio esprimeva parere favorevole a compensazioni per circa 3,5 milioni di euro complessivi in 25 anni, destinati a interventi ambientali, energetici e territoriali. Pozzato ha precisato che queste risorse non comporterebbero automaticamente sconti sulle bollette o un accesso preferenziale all’energia per cittadini e imprese locali.
Infine, ha collegato la nascita del Comitato cittadino alla richiesta di maggiore informazione e partecipazione, mentre la raccolta firme, al momento dell’intervento, aveva superato le 1.600 adesioni. È stato inoltre sollevato il tema delle possibili conseguenze economiche per gli immobili situati nelle vicinanze dell’impianto, con particolare riferimento all’ipotesi di una loro svalutazione.
Il Comitato punta alle Commissioni regionali
Matteo Rizzo ha invece ripercorso il percorso che ha portato alla costituzione del Comitato, indicando nella partecipazione dei cittadini e nella richiesta di maggiore trasparenza due degli obiettivi dell’iniziativa. Il componente del Comitato Roberto Ciambetti, invece, ha illustrato alcune delle prossime iniziative.
Tra queste figura la richiesta di un’audizione presso la Seconda e la Terza Commissione regionale, presentata in data 25 settembre, con l’obiettivo dichiarato di ottenere ulteriori approfondimenti e affrontare anche la questione dell’idoneità del sito individuato per il BESS.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata, dal punto di vista dei promotori, la necessità di approfondire il quadro normativo che disciplina i sistemi di accumulo energetico e gli impianti fotovoltaici a terra.
Incendi, rumore e calore: gli aspetti discussi dagli esperti
Una parte della serata è stata dedicata agli aspetti tecnici. L’ingegner Paolo Lista ha illustrato vantaggi e possibili rischi della tecnologia BESS, sostenendo che al momento non sarebbero disponibili tutti gli elementi tecnici necessari per formulare una valutazione completa sul progetto di Sandrigo.
Tra le questioni sollevate figura la gestione di un eventuale incendio e la necessità, evidenziata dal relatore, che gli scenari di rischio siano valutati e pianificati.
In collegamento da New York è intervenuto anche l’ingegnere Marco Giometto, che ha posto una serie di questioni riguardanti la qualificazione dell’attività sotto il profilo sanitario, la disponibilità dell’acqua eventualmente necessaria per il raffreddamento in caso di incendio e il possibile rischio di contaminazione della falda.
Nel corso della serata è stato affrontato anche il funzionamento dei sistemi di accumulo durante i mesi più caldi. I relatori hanno richiamato in particolare il possibile impatto acustico dei sistemi di ventilazione, soprattutto nelle ore notturne, e gli aspetti legati al calore generato dal funzionamento e dal raffreddamento delle batterie.
Sono questioni sulle quali il Comitato chiede di poter disporre di ulteriori dati tecnici relativi allo specifico progetto. L’assemblea si è conclusa con le domande del pubblico ai relatori.
L’incontro conferma così come il BESS previsto a Sandrigo continui a essere al centro del confronto locale, mentre il Comitato punta ora a portare le proprie richieste di approfondimento anche nelle sedi regionali.







































