BESS a Sandrigo, Nuova Sandrigo rilancia: “Valutare aree alternative e coinvolgere i cittadini”

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Trasparenza sul progetto, coinvolgimento della popolazione e valutazione di localizzazioni alternative per salvaguardare l’area agricola del Tugurio. Sono le richieste avanzate dal gruppo consiliare Nuova Sandrigo dopo il Consiglio comunale straordinario del 9 settembre dedicato al progetto BESS previsto tra via San Sisto e via Termini.

Dopo l’assemblea pubblica tenutasi la scorsa settimana che abbiamo seguito passo a passo, il gruppo di opposizione torna così sulla realizzazione del sistema di accumulo energetico a batterie, sostenendo che dal dibattito in aula sarebbero emersi nuovi elementi sui tempi con cui l’Amministrazione è venuta a conoscenza del progetto e sulla possibilità di individuare altre aree.

Nuova Sandrigo ribadisce di non essere contraria né alla transizione energetica né ai sistemi BESS, ma chiede che l’impianto venga valutato anche alla luce del suo impatto sul paesaggio, sul consumo di suolo e sulla vocazione agricola del territorio.

BESS a Sandrigo, il nodo delle possibili aree alternative

Secondo quanto riferisce Nuova Sandrigo, durante il Consiglio comunale la sindaca avrebbe confermato che erano state prese in considerazione anche altre possibili localizzazioni.

Un elemento sul quale l’opposizione chiede ora un approfondimento.

“È importante perché conferma la necessità di valutare localizzazioni alternative, meno impattanti sul paesaggio e sul territorio agricolo, privilegiando, ove possibile, aree già degradate o compromesse”, sostiene il gruppo.

La richiesta è quindi quella di verificare se il sistema di accumulo possa essere collocato in un’area differente rispetto al Tugurio, che Nuova Sandrigo considera una delle zone agricole più caratteristiche del Comune.

L’opposizione: “Amministrazione informata dall’autunno 2025”

Un secondo punto sollevato dal gruppo riguarda i tempi della conoscenza del progetto da parte dell’Amministrazione.

Nuova Sandrigo afferma che dal Consiglio sarebbe emerso che sindaca e Giunta conoscevano l’articolazione del progetto già dall’autunno del 2025, quindi prima della delibera adottata nel luglio 2026.

Da qui la critica politica dell’opposizione, che contesta la mancata condivisione anticipata delle informazioni con consiglieri e popolazione.

“Resta incomprensibile perché informazioni e documentazione non siano state condivise tempestivamente con i consiglieri e con la cittadinanza, appurato che era nelle possibilità dell’Amministrazione informare almeno in modo sommario”, afferma Nuova Sandrigo.

Il gruppo respinge inoltre l’idea di una presunta “solitudine” dell’Amministrazione nella gestione della vicenda, sostenendo che cittadini, consiglieri e comitato chiedano da settimane maggiore coinvolgimento e informazioni tecniche sul progetto.

La petizione per salvaguardare l’area del Tugurio dal BESS

Nuova Sandrigo ricorda anche l’incontro pubblico organizzato il 3 settembre, durante il quale sono stati affrontati i possibili effetti dell’opera e raccolte le preoccupazioni espresse dai cittadini.

Ora il gruppo intende proseguire con la petizione popolare contro la localizzazione scelta.

“Non siamo contrari alla transizione energetica né ai sistemi BESS. Chiediamo semplicemente trasparenza e che vengano valutate seriamente soluzioni alternative capaci di coniugare le esigenze energetiche con la tutela del suolo, del paesaggio e della vocazione agricola di Sandrigo”.

L’obiettivo dichiarato della petizione è quindi chiedere alternative alla collocazione prevista e salvaguardare l’area del Tugurio.

Chiesta chiarezza anche sul fotovoltaico a terra

La discussione viene infine allargata agli impianti fotovoltaici a terra. Nuova Sandrigo chiede che l’Amministrazione chiarisca quali siano le regole, i limiti e gli strumenti disponibili per governarne l’eventuale sviluppo nel territorio comunale.

La posizione del gruppo viene sintetizzata nella frase con cui si conclude il comunicato: “Il futuro energetico di Sandrigo non può essere deciso senza Sandrigo”.

La partita sul progetto BESS resta dunque aperta, con l’opposizione che punta ora sulla petizione e chiede che partecipazione, trasparenza e ricerca di possibili localizzazioni alternative diventino centrali nelle prossime fasi del confronto.