
Si accende il dibattito a Sandrigo attorno al progetto BESS (sistema di accumulo energetico) previsto sul territorio comunale. A sollevare la questione è il gruppo consiliare Nuova Sandrigo, che denuncia la mancanza di trasparenza e condivisione su un intervento destinato ad avere un impatto rilevante sulla comunità. Il progetto prevede la realizzazione di un imponente impianto di accumulo energetico BESS da 72 MW e 290 MWh nel Comune di Sandrigo.
Le consigliere comunali Gabriella Cuman e Lucia Pozzato hanno presentato un’interpellanza il 23 luglio 2026, pochi giorni dopo la pubblicazione della documentazione all’Albo Pretorio. Il tema è stato poi discusso nel Consiglio comunale del 30 luglio.
Nel mirino finiscono diversi aspetti del progetto: dalla sicurezza dell’impianto alla tutela ambientale e paesaggistica, fino al consumo di suolo e alle garanzie economiche per il Comune. Ma soprattutto viene contestata la mancata condivisione preventiva di un progetto noto all’Amministrazione già dall’ottobre 2025.
“È fondamentale che i cittadini siano pienamente informati e che le decisioni vengano prese con la massima trasparenza”, sottolineano le consigliere, criticando anche il clima politico che si è creato attorno alla vicenda.
Il progetto BESS è finito anche in Consiglio regionale
Nuova Sandrigo evidenzia come il confronto istituzionale si stia ampliando anche a livello regionale, con l’interpellanza presentata il 29 luglio dai consiglieri Riccardo Szumski e Davide Lovat, segno di una crescente attenzione sugli impatti ambientali dell’opera.
“Prima del rilascio di qualsiasi autorizzazione, la Regione deve prescrivere approfondimenti vincolanti, garanzie ambientali stringenti e adeguate garanzie finanziarie per la futura dismissione e bonifica, ponendo la salute dei cittadini e la tutela della risorsa idrica al di sopra di ogni accordo compensativo” aveva dichiarato Lovat.
Il gruppo consiliare sandricense chiarisce di non essere contrario in linea di principio ai sistemi di accumulo energetico, riconoscendone il ruolo nella transizione energetica. Tuttavia, insiste sulla necessità di valutazioni rigorose che tengano insieme innovazione, tutela del territorio e sicurezza dei cittadini.
Dal dibattito in Consiglio comunale, emerge secondo l’opposizione uno squilibrio: l’Amministrazione si sarebbe concentrata principalmente sugli aspetti economici e procedurali, lasciando aperti interrogativi su impatto ambientale, localizzazioni alternative e misure di mitigazione.
Non solo: dalle risposte fornite, il percorso verso la realizzazione dell’impianto apparirebbe già avviato, più che oggetto di una valutazione ancora aperta.
“Continueremo a seguire ogni fase del procedimento con senso di responsabilità”, concludono Cuman e Pozzato, ribadendo l’obiettivo di tutelare il territorio e garantire decisioni nell’interesse esclusivo dei cittadini.
La vicenda resta aperta e destinata a far discutere – e a ricordare la similare situazione che si è creata nel territorio di Bolzano Vicentino per il progetto dell’impianto fotovoltaico nei terreni Ipab -, mentre cresce la richiesta di maggiore trasparenza e coinvolgimento della comunità nelle scelte che riguardano il futuro del territorio.





































