Casa della Comunità di Vicenza, a San Felice nasce la nuova cittadella socio-sanitaria con ospedale di comunità

217
Casa della Comunità di Vicenza: a San Felice in arrivo nuovi ambulatori, PUA e ospedale di comunità entro giugno
Casa della Comunità di Vicenza: a San Felice in arrivo nuovi ambulatori, PUA e ospedale di comunità entro giugno

La Casa della Comunità di Vicenza e il nuovo Ospedale di Comunità sorgeranno nel complesso socio-sanitario di San Felice grazie a investimenti PNRR per oltre 9 milioni di euro. Previsti nuovi ambulatori, Punto Unico di Accesso, servizi territoriali integrati e 12 posti letto già attivabili entro giugno.

Casa della Comunità di Vicenza, a San Felice il nuovo polo socio-sanitario territoriale

La Casa della Comunità di Vicenza prende forma nel complesso socio-sanitario di San Felice, dove entro giugno entreranno progressivamente in funzione nuovi servizi sanitari e socio-assistenziali destinati non solo alla città ma anche ai Comuni limitrofi che fanno riferimento all’ULSS 8 Berica.

Il progetto, insieme al nuovo Ospedale di Comunità, è stato illustrato nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo Trissino tra i vertici dell’ULSS 8 Berica guidati dal direttore generale Peter Assembergs, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e numerosi amministratori del territorio.

La nuova Casa della Comunità nasce grazie a un investimento di 3,1 milioni di euro finanziato attraverso i fondi PNRR e interesserà due edifici già appartenenti all’ULSS 8 Berica all’interno dell’area di corso San Felice.

Complessivamente saranno disponibili quasi 1.200 metri quadrati di spazi dedicati ai servizi territoriali, con 15 nuovi ambulatori e numerosi locali destinati ad attività sanitarie e socio-sanitarie integrate.

Il primo edificio, affacciato sulla strada, ospiterà prevalentemente servizi sanitari. Al piano terra troveranno spazio 13 locali, di cui sei ambulatori, distribuiti su una superficie di circa 464 metri quadrati. Questa prima parte della struttura sarà operativa già all’inizio di giugno.

Il secondo edificio della Casa della Comunità di Vicenza avrà invece una vocazione più socio-sanitaria e comprenderà nove ambulatori distribuiti su due piani per una superficie complessiva di 725 metri quadrati. L’attivazione dei servizi previsti avverrà successivamente ma comunque entro la fine di giugno.

L’area di San Felice diventerà così una vera cittadella dei servizi territoriali grazie anche alla presenza di altre attività socio-sanitarie già operative nel complesso.

Un modello che punta sulla prossimità e sull’integrazione tra servizi sanitari, assistenza sociale e presa in carico territoriale dei pazienti.

Tra i punti centrali del nuovo assetto vi sarà il Punto Unico di Accesso (PUA), che lavorerà in stretta collaborazione con gli assistenti sociali comunali per coordinare le risposte ai bisogni assistenziali dei cittadini.

La struttura sarà inoltre operativa 24 ore su 24 e comprenderà tutti i servizi previsti dal decreto ministeriale 77 del 2022, compresa la figura dell’Infermiere di Famiglia.

Particolare attenzione sarà dedicata ai pazienti affetti da patologie croniche, in particolare cardiologiche, neurologiche, pneumologiche e diabetologiche, con percorsi di presa in carico più diretti e vicini al territorio.

Durante l’incontro è stato illustrato anche il nuovo Ospedale di Comunità di Vicenza, realizzato anch’esso nel complesso di San Felice con un investimento di 6,1 milioni di euro finanziato tramite PNRR.

La struttura sorgerà nell’edificio 4 e si svilupperà su circa 1.250 metri quadrati. Saranno attivati entro giugno 12 posti letto, con la possibilità di aggiungerne successivamente altri 12 in caso di necessità.

Secondo il direttore generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs, il nuovo sistema rappresenterà un cambiamento profondo nell’organizzazione dell’assistenza territoriale.

«Saranno attivati percorsi di presa in carico più diretti e integrati – spiega – e allo stesso tempo porteremo i professionisti ospedalieri nel territorio, riducendo in prospettiva accessi ospedalieri e ricoveri che possono essere gestiti in modo diverso».

Soddisfazione anche da parte del vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Matteo Tosetto, che sottolinea il coinvolgimento diretto dei Comuni nel nuovo modello organizzativo.

«Cambierà il nostro modo di approcciarci alla sanità pubblica – commenta – e in questa nuova realtà ci sarà anche il coinvolgimento attivo dei Comuni, soprattutto per il funzionamento del Punto Unico di Accesso».