
(Adnkronos) – Via libera alla riformulazione di un emendamento di Fratelli d’Italia che prevede il reintegro nell’Albo del personale sanitario radiato per non essersi vaccinato contro il Covid durante la pandemia e per la prescrizione di trattamenti antiscientifici. La norma, a prima firma della deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, introduce un nuovo articolo 7-bis al Ddl sulla responsabilità professionale sanitaria che consente ai professionisti interessati di chiedere la reiscrizione e prevede inoltre che non sia riconosciuto alcun risarcimento per il periodo della radiazione. La richiesta andrebbe presentata alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps) entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. L’approvazione ha subito innescato lo scontro politico, con le opposizioni e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che contestano duramente il provvedimento.
“Con la riformulazione dell’emendamento 7.01 al Ddl sulla responsabilità professionale sanitaria, la maggioranza introduce un articolo 7-bis che apre la strada alla reiscrizione all’albo dei sanitari radiati durante il periodo dell’obbligo vaccinale previsto dal decreto-legge 44 del 2021. Non basta: il comma 3 esclude persino ogni forma di risarcimento per il periodo della radiazione, come se nulla fosse accaduto”. Lo affermano in una nota congiunta i gruppi di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e +Europa, parlando di “una vergogna senza precedenti”.
Secondo le opposizioni si tratta di “un precedente pericolosissimo: si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese, quella in cui migliaia di operatori sanitari hanno rischiato la vita per curare i pazienti, quella in cui abbiamo pianto migliaia di morti, mentre oggi si premia chi si è sottratto a quell’obbligo”.
“A firmare l’emendamento, oltre alla prima firmataria Buonguerrieri, sono altre due parlamentari di Fratelli d’Italia, Vietri e Morgante, che si assumono così la piena responsabilità politica di aprire una ferita profonda nel Paese”, aggiungono. “Come partiti di opposizione, ci opporremo con tutte le nostre forze, perché questa è una offesa alla credibilità non solo della nostra sanità pubblica, ma dell’intero Paese. Non permetteremo che si cancelli, con un colpo di spugna, il sacrificio di chi ha servito la sanità pubblica nel momento più difficile della nostra storia recente – concludono -. Basta usare il Covid per una indecente e gravissima battaglia politica, riabilitando chi si è irresponsabilmente sottratto alle proprie responsabilità e legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali”.
Duro anche il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. “E’ una vergogna. Così si toglie l’autorevolezza a chi durante il Covid si è speso per la salute degli italiani. E’ un affronto a chi ha perso la vita per questo, tanti medici e operatori sanitari. Credo che la politica dovrebbe riflettere, il Parlamento dovrebbe riflettere. Sono dispiaciuto e frustrato”.
In una successiva dichiarazione, Anelli ha ribadito la contrarietà della Federazione: “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime del Covid, e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”.
“Se queste notizie corrispondono al vero – spiega Anelli – verrebbe svuotato il ruolo disciplinare degli Ordini…” e conclude: “L’autonomia degli Ordini non è un privilegio delle professioni. È una garanzia per la collettività. Indebolirla significa indebolire uno dei presidi sui quali si fonda il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni”.
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