
Il Cda della cooperativa Con Te ha inviato una lettera a tutti i presidenti delle associazioni del Csv di Vicenza per spiegare i problemi che sarebbero sorti nella gestione del “Progetto Accoglienza Ucraina”.
Problemi di natura economica e gestionale che sarebbero dunque uno dei motivi delle dimissioni di quattro componenti su sette del consiglio direttivo e la conseguente decadenza dell’organo (ne avevamo parlato qui).
Lo rende noto Il Giornale di Vicenza, entrato in possesso della missiva.
Le accuse di Cooperativa con Te al Csv di Vicenza
Il “nodo”, sarebbe relativo a un debito di oltre cento mila euro, maturato nel corso delle operazioni di accoglienza delle persone fuggite dalla guerra tra Russia e Ucraina. Nella vicenda ci sarebbero fatture non pagate dal Csv a Con Te.
Dalla lettera si evince che la cooperativa è stata contattata dal Csv per avere consulenza sul bando della Protezione civile per l’accoglienza agli ucraini in arrivo anche in città, riconoscendo a Con Te il ruolo di soggetto esperto in materia.
La lettera spiega (citiamo da il GdV): “Da novembre 2022 a giugno 2026 il Csv ha incassato dalla protezione civile 1.775.118,63 euro. Il Csv ha corrisposto a Hotel Querini 537.705,20 euro (struttura recettiva per l’accoglienza in emergenza e per le fragilità sanitarie) e alla cooperativa 1.078.074,40 euro per i servizi prestati che si sono rivelati ben più importanti, gravosi e costosi di una mera consulenza. Quindi la somma residua rimasta a disposizione del Csv è di 159.339,03 euro”.
E ancora: “È profondamente ingiusto, e non giustificato – prosegue la lettera della cooperativa –, il mancato pagamento da parte del Csv delle fatture (seguono riferimenti di sei fatture, ndr) relative al semestre gennaio-giugno 2025 per l’importo complessivo di 111.409,43 euro. Le fatture sono per le spese alimentari, scolastiche, mediche, spese per spostamenti, viaggi e pratiche amministrative, già pagate dalla cooperativa e sostenute per le persone ucraine accolte”.
Dunque, secondo Con Te, l’oggetto dell’accordo con Csv sarebbe passato da una consulenza alla gestione dell’accoglienza con relativi costi. “Il direttore del Csv – prosegue la missiva – inoltre comunicava che il Csv non avrebbe erogato alle persone accolte l’importo giornaliero dovuto di 2,50 euro” e che “gli ucraini si interfacciavano con la cooperativa pretendendo tali somme. Per garantire una pacifica convivenza”, le ha anticipate.
Le dimissione dei componente del Cda del Centro di Servizio per il Volontariato
Come detto, la lettera va inquadrata nell’ambito dei problemi, di natura economico-contabile, che hanno condotto alle dimissioni di quattro componenti del Cda di Csv Vicenza.
Lo scorso 5 giugno – lo ricordiamo – si erano dimessi con effetto immediato la presidente Gabriella Mezzalira, la tesoriera Bruna Maria Gasparoni e le consigliere Laura Carnevali e Silvia Corà, ovvero, la maggioranza del consiglio, comunicandolo all’ente gestore, Volontariato in Rete – Federazione Provinciale di Vicenza.
Nel mirino – si era appreso – era finita la direttrice, Maria Rita Dal Molin, accusata di contrastare l’operato della presidente dimissionaria e di mantenere atteggiamenti non consoni nei rapporti con i consiglieri non allineati. Il punto più delicato, però, riguardava i conti del Csv: alla base delle dimissioni ci sarebbero infatti perplessità sulla bozza del bilancio di esercizio a fronte di debiti e contenziosi non adeguatamente prospettati al Consiglio.
Nel post dimissioni, sono restati in carica la vicepresidente Maria Grazia Bettale e i consiglieri Giovanni Guidolin e Alberto Maistrello. La prima – risulta ai redattori – è una figura storicamente legata a quella della Dal Molin.
Sarà l’Assemblea dei soci dell’ente gestore, a ricostituire la governance, fra pochi giorni, poiché il Consiglio direttivo era comunque giunto alla fine del mandato triennale, essendo stato eletto dall’Assemblea stessa a giugno 2023.







































