
La consigliera comunale Benedetta Ghiotto di Civici per Vicenza e Camilla Gasparini referente di è il Momento criticano aspramente il il DDL Valditara, diventato recentemente legge dello Stato, che ha introdotto nuove e stringenti regole per la gestione di progetti di educazione sessuo-affettiva.
Il provvedimento viene portato come “esempio di immobilismo culturale” e vengono sottolineati i rischi dovuti alla negazione di strumenti per la comprensione degli alunni.
“Educare alla sessualità e all’affettività – spiegano – non significa imporre modelli, ma fornire conoscenze e strumenti per costruire relazioni sane e rispettose. Significa educare al consenso, al rispetto delle differenze e alla parità tra donne e uomini. Per questo è anche uno strumento essenziale di prevenzione della violenza di genere, perché interviene sulle radici culturali di discriminazioni, stereotipi e comportamenti abusanti”.
Per Ghiotto e Gasparini il Governo Meloni in questo modo delega agli attori sul territorio (associazioni, amministrazioni comunali e scuole) garantire percorsi di educazione sessuo-affettiva, generando anche diseguaglianze.
“Nel Vicentino – affermano – abbiamo la fortuna di ospitare esperienze positive e consolidate di collaborazione tra scuole, associazioni e Ulss che dimostrano il valore di questi percorsi: è da qui che bisogna ripartire, rafforzando una rete educativa capace di promuovere rispetto, uguaglianza e cittadinanza attiva”.
Inoltre, vengono citati dati delll’Organizzazione Mondiale della Sanità e di diversi studi scientifici internazionali secondo i quali l’educazione sessuale in ambito scolastico previene il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze precoci, contrastando inoltre episodi di violenza, abusi e discriminazioni legati al genere o all’orientamento sessuale.
“L’educazione è il primo spazio in cui una società sceglie il proprio futuro – affermano ancora Benedetta Ghiotto e Camilla Gasparini –. Per questo educare al rispetto, al consenso e alla qualità delle relazioni non può essere considerato un tema secondario, ma una priorità per la crescita delle nuove generazioni”.
Questa la conclusione: “Esprimiamo fermamente il nostro dissenso nei confronti di chi, sordo di fronte alle richieste che la società odierna ci pone e cieco nella visione dei diritti inalienabili dell’individuo, utilizza la vera propaganda ideologica per affermarsi a discapito del benessere delle cittadine e dei cittadini di domani”.



































