Educazione sessuo-affettiva nelle scuole: il tema spacca la politica anche in Veneto

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Il ministro Giuseppe Valditara

Anche in Veneto fa discutere la legge sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole (Ddl Valditara), approvata definitivamente pochi giorni fa, e che prevede lo stop all’educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia ed elementari, il il consenso informato, preventivo e scritto dei genitori alle medie e superiori per i corsi di educazione sessuo-affettiva e il diritto per le famiglie di visionare in anticipo i materiali didattici, gli obiettivi del corso e i profili degli esperti esterni che devono essere preventivamente approvati dagli organi collegiali della scuola.

Il disegno di legge era stato inizialmente proposto da Rossano Sasso, deputato per la Lega ora passato al partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Come in Italia, anche in Veneto la legge sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole spacca il fronte politico.

Cunegato (AVS): “DDL Valditara: vietare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole è un salto indietro di cinquant’anni”

assistenti di quartiere Veneto
Carlo Cunegato, consigliere regionale del Veneto (Avs)

La legge Valditara che vieta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole senza l’autorizzazione scritta delle famiglie è un provvedimento oscurantista e pericoloso. Riporta l’Italia indietro di cinquant’anni, penalizzando proprio quei ragazzi che ne avrebbero più bisogno: quelli che vengono da famiglie più fanatiche ed estremiste”, Così Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto.

“Nel 1975 – ricorda Cunegato –, sull’onda del movimento di ideologia femminista e del movimento operaio, nascevano i consultori: luoghi di supporto, educazione e formazione anche sulla sessualità. Un’idea pionieristica, che affermava finalmente il diritto a parlare di una parte importante della vita umana, con risvolti medici, affettivi e psicologici. Da allora, nelle scuole di tutta Europa si fa educazione sessuale e affettiva. In Italia non sarà più così.

Con questa norma – fa presente Cunegato – i ragazzi a cui spesso viene regalato uno smartphone a dieci anni si formeranno con la pornografia, senza alcuna guida autorevole. Parliamo di percorsi che prevengono le gravidanze indesiderate, informano sui rischi delle malattie sessualmente trasmissibili, aiutano i giovani a costruire una relazione sana con la propria sessualità. Obbligare ad avere l’autorizzazione scritta delle famiglie frantuma il principio stesso della scuola pubblica”.

Besio (FdI): “DDL Valditara: nessun oscurantismo. La vera libertà è informare le famiglie e consentire loro di scegliere”

Consigliere regione Veneto Laura Besio (FdI) venezia
Consigliere regione Veneto Laura Besio (FdI)

Non facciamo confusione. Con l’approvazione definitiva del DDL Valditara sul consenso informato preventivo, diventato legge, si introduce semplicemente un principio di trasparenza e di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia”. Lo dichiara in una nota la consigliera regionale con delega speciale per Venezia, Laguna e Porto Marghera, di Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni, Laura Besio.

Molti progetti – aggiunge Besio – venivano presentati con definizioni generiche e informazioni spesso insufficienti, rendendo difficile per i genitori comprendere pienamente chi intervenisse nelle scuole e con quali finalità. Viene semplicemente rafforzata l’alleanza educativa tra scuola e famiglia e si evitano iniziative percepite dalle famiglie come poco trasparenti o non adeguatamente condivise.

Respingiamo inoltre le ricostruzioni allarmistiche diffuse da alcuni ambienti ideologici. Non è vero che questa legge impedirà l’educazione affettiva. Al contrario, per la prima volta il Governo ha introdotto stabilmente in tutti i gradi di istruzione percorsi dedicati al rispetto, alla qualità delle relazioni, all’empatia e alla prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione. Non è vero nemmeno che verrà meno l’educazione sessuale in senso biologico, che continuerà ad essere affrontata nell’ambito dei programmi di scienze. Anzi, viene introdotta per la prima volta nella scuola secondaria di primo grado – spiega Besio – un’educazione specifica alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili”.