
In provincia di Vicenza sono stati spenti 13 autovelox in seguito all’entrata in vigore della riforma voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nei giorni scorsi, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture – lo ricordiamo – ha disattivato gli autovelox non omologati in tutta Italia, regione per regione.
A tal proposito, si segnala che in Veneto sono stati spenti 84 dispositivi e, allo stato attuale, risultano omologati 380 dispositivi a fronte dei 464 dislocati nelle province venete.
Autovelox spenti in provincia di Vicenza
Il Gazzettino, ha fornito un quadro degli autovelox spenti in quanto non omologati nella provincia di Vicenza.
Quattro di questi dispositivi elettronici sono stati disattivati nell’area del Nordest Vicentino. Altri quatto ricadono nell’area compresa tra Bassano del Grappa e Malo.
I restanti 5 si trovano nelle aree di Montecchio Maggiore, Valle Agno, Camisano Vicentino, Gallio e nel servizio associato Caldogno-Costabissara-Isola Vicentina.
Quanto al capoluogo, recentemente, da queste pagine ci eravamo occupati di fare il punto sulla situazione a Vicenza Città (approfondisci).
Riforma degli autovelox, perché il Mit ne ha spento 850 in tutta Italia
Il Ministero per le Infastrutture e i Trasporti ha disattivato gli autovelox non omologati dopo l’entrata in vigore del decreto, atteso da 34 anni, e la realtiva entrata in vigore delle nuove norme.
Queste, regolano “la disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità” e sono valide in tutta Italia.
Mentre sono 3.150 quelli regolarmente in funzione perché già hanno tutti i requisiti, per effetto della riforma, gli autovelox non più considerati idonei sono risultati 850, come indicato dal Ministero. Per tornare operativi dovranno ottenere una omologazione.
I numeri più consistenti hanno riguardato Lombardia (144), Piemonte (131), Toscana (69), Emilia Romagna (94), Friuli (47), Veneto (84).
“Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall’altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini“, ha detto il ministro Matteo Salvini.
Molte multe – ha riferito il Mit – sono state oggetto negli anni di sentenze di annullamento, relative a casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una omologazione del ministero. In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati.







































