Calzature italiane, export in calo del 2,4% ma il saldo commerciale sale a 2,16 miliardi

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Export delle calzature italiane e produzione manifatturiera

L’export delle calzature italiane arretra del 2,4% nei primi cinque mesi del 2026, mentre il saldo commerciale cresce del 9,6% a 2,16 miliardi.

L’export delle calzature italiane ha raggiunto 4,77 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026, con una flessione del 2,4% in valore e del 5,8% nei volumi. Le elaborazioni del Centro Studi Confindustria Accessori Moda diffuse da Assocalzaturifici mostrano però un saldo commerciale in aumento del 9,6%, fino a 2,16 miliardi.

Il primo semestre si chiude con un fatturato settoriale in diminuzione del 2,3%. Le tensioni geopolitiche pesano soprattutto sulle destinazioni più esposte: le esportazioni verso la Russia cedono il 24,6%, quelle verso il Medio Oriente il 34% e gli Stati Uniti arretrano del 5,2%. Anche il Far East rimane in territorio negativo, con un calo dell’1,6% dopo la forte riduzione del 2025.

L’Unione Europea procede invece in controtendenza con una crescita del 2% in valore. La Francia, primo mercato di destinazione e destinataria di oltre un quinto delle vendite estere del comparto, aumenta del 4,3%. Per una manifattura orientata ai mercati internazionali, il dato si collega alle sfide affrontate anche dalle aziende vicentine della moda e degli accessori.

Export delle calzature italiane tra consumi interni e occupazione

Dopo tre anni di contrazione, gli acquisti delle famiglie italiane mostrano una crescita vicina al 2% sia in quantità sia in valore. Le calzature da donna aumentano del 4%, mentre sportive e sneakers salgono dell’1,5% e rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva.

Restano critici produzione e occupazione. L’indice Istat della produzione segna meno 6,7%; nei primi sei mesi il settore ha perso 151 imprese attive e 3.065 addetti. I calzaturifici risultano 3.045 e gli occupati 65.279. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono invece diminuite del 24,1%, fermandosi a 12,9 milioni.

La presidente Giovanna Ceolini richiama la capacità di adattamento delle imprese e chiede misure per competitività, investimenti e lavoro. L’export delle calzature italiane resta dunque sotto pressione, ma il surplus e il recupero dei consumi interni offrono segnali di tenuta.