Piano Mar a Bassano, dopo oltre vent’anni svolta con garanzie per quasi 5,8 milioni

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Piano Mar di Bassano, il sindaco Nicola Finco

Il Piano Mar di Bassano entra in una nuova fase: il Comune prende atto della proposta di Namira, con garanzie per quasi 5,8 milioni e una nuova strada.

Il Piano Mar di Bassano compie un passaggio atteso da oltre vent’anni. La Giunta comunale ha preso atto dell’atto unilaterale d’obbligo presentato da Namira Sgr per l’Area Parolini, il comparto tra stazione ferroviaria, largo Parolini e via Ca’ Baroncello. La decisione, comunicata dal Comune di Bassano del Grappa, apre l’iter della variante e definisce impegni economici destinati a sostenere le opere pubbliche.

Le garanzie ammontano complessivamente a quasi 5,8 milioni di euro. Comprendono 2.830.327 euro per la nuova strada parallela alla ferrovia, 532.726 euro per la rotatoria di Ca’ Baroncello, 1.625.120 euro per gli standard urbanistici secondari e 806.441 euro per monetizzazioni e parte degli oneri di urbanizzazione.

Il percorso dell’area risale al piano particolareggiato del 2003, seguito dal progetto delle Torri di Portoghesi, cancellato nel 2010, e dal piano del 2013 rimasto fermo anche per i contenziosi tra Comune e soggetti privati. La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sull’urbanistica e sulle trasformazioni edilizie a Bassano.

Piano Mar di Bassano: nuova strada e riassetto della mobilità

Il nuovo asse parallelo alla ferrovia è considerato centrale. Un progetto definitivo era stato approvato nel 2017 senza arrivare all’attuazione. Il Comune ha ora affidato uno studio indipendente sulle ricadute viarie, con l’obiettivo di collegare meglio stazione, centro e parte orientale della città e alleggerire i nodi più congestionati.

Il sindaco Nicola Finco sottolinea che il documento contiene obblighi economicamente quantificati, mentre l’assessore Andrea Zonta riferisce che la strada è stata riprogettata e ha ottenuto il benestare di Rfi. Le dichiarazioni rappresentano la posizione dell’amministrazione sulla proposta e sull’iter ancora da completare.

Il quadro non prevede volumetrie aggiuntive rispetto a quelle già riconosciute. Dopo l’approvazione della variante sono inoltre previste la rinuncia all’appello davanti al Consiglio di Stato e le altre operazioni concordate. Il Piano Mar di Bassano passa così dalla lunga fase delle ipotesi a un procedimento basato su garanzie e adempimenti verificabili.