Fondazione Studi Universitari di Vicenza, Rucco (FdI): “No a eliminazione del CdA allargato”

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Un richiamo alla tutela di un modello partecipato e radicato nel territorio arriva da Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Palazzo Trissino, in merito alle ipotesi di revisione dello statuto della Fondazione Studi Universitari di Vicenza.

“In queste settimane si parla di una revisione che prevederebbe l’eliminazione del CdA allargato e del comitato esecutivo. Una scelta che, anziché efficientare il sistema, rischia concretamente di indebolirlo”, afferma Rucco. “Si verrebbe meno, infatti, a quel principio di rappresentanza diffusa che ha consentito alla Fondazione di crescere tenendo conto delle peculiarità di tutte le componenti del tessuto socioeconomico vicentino”.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il successo della Fondazione Studi Universitari di Vicenza è stato costruito nel tempo proprio grazie alla capacità di coinvolgere attori diversi: istituzioni, università, mondo produttivo e professionale. “Ridurre questi spazi significherebbe perdere un patrimonio di competenze, relazioni e visione strategica che ha contribuito in modo determinante al suo consolidamento”.

Rucco sottolinea invece la necessità di un rafforzamento dell’ente: “La Fondazione va potenziata, non ridimensionata. È emblematico che, nella recente maratona di bilancio del Consiglio regionale, sia stato approvato un mio emendamento che prevede risorse aggiuntive per la Fondazione: 10 mila euro in più rispetto ai 40 mila già stanziati dalla Regione. Un segnale concreto di attenzione e fiducia verso questa realtà”.

Nel suo intervento, Rucco richiama anche la propria esperienza amministrativa: “Quando ero sindaco, ho sempre mantenuto un approccio improntato all’ascolto e al rispetto delle diverse istanze. La forza della Fondazione è stata proprio la condivisione delle scelte. Oggi, invece, si avverte il rischio di movimenti sotterranei volti a escludere alcuni soggetti per valorizzare centri di potere che rispondono esclusivamente a chi amministra pro tempore la città”.

“La Fondazione Studi Universitari di Vicenza deve rimanere ciò che è sempre stata: uno strumento al servizio del futuro dei giovani e del fabbisogno professionale delle nostre imprese. Non può e non deve trasformarsi in un centro di potere fine a se stesso. Serve responsabilità, equilibrio e rispetto per un modello che ha dimostrato di funzionare”, conclude Rucco.