
Presentata la prima identità visiva dello strumento pubblico. Nei primi otto mesi accolte 157.408 domande, con 20 miliardi di garanzie.
Il Fondo di garanzia PMI ha ora il suo primo logo ufficiale, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo quasi 26 anni di attività. L’identità visiva punta a rendere più riconoscibile lo strumento pubblico presso imprese, professionisti e operatori finanziari. Le informazioni operative sono disponibili nella pagina del Mimit dedicata al Fondo di garanzia.
Alla presentazione hanno partecipato la sottosegretaria Mara Bizzotto, il presidente di Mediocredito Centrale Giorgio Toschi e l’amministratore delegato Ferruccio Ferranti. Il Fondo, istituito dall’allora Ministero dello Sviluppo economico, facilita l’accesso al credito di piccole e medie imprese e professionisti, sostenendo investimenti e programmi di crescita.
Il tema interessa direttamente anche il tessuto produttivo veneto e vicentino, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccole aziende, come mostra il dibattito su credito e finanziamenti alle imprese del Veneto.
Fondo di garanzia PMI, i numeri dei primi otto mesi del 2026
Bizzotto riferisce che da gennaio ad agosto sono state accolte 157.408 domande, collegate a 28,4 miliardi di euro di finanziamenti e a 20 miliardi di garanzie. Le microimprese rappresentano il 60 per cento dei beneficiari, mentre le operazioni connesse agli investimenti hanno raggiunto il 40 per cento dei finanziamenti garantiti.
Il nuovo simbolo richiama il tricolore e combina compattezza e forma circolare. Secondo la lettura presentata al Mimit, questi elementi vogliono comunicare solidità, continuità dell’intervento pubblico e collegamento tra Stato, sistema finanziario e imprese.
Ferranti definisce il marchio una sintesi di protezione, affidabilità e fiducia. Al di là dell’aspetto grafico, il Fondo di garanzia PMI resta uno degli strumenti centrali della politica economica nazionale: la sua efficacia dipenderà dalla capacità di sostenere investimenti realmente aggiuntivi, nuove imprese e accesso al credito anche nelle fasi di maggiore incertezza.








































