
Secondo Rifondazione Comunista Vicenza l’incidente sul lavoro avvenuto oggi alla Vallortigara a Marano Vicentino, con il ferimento di un operaio investito da un muletto, non deve essere semplicemente catalogato come “infortunio“.
L’uomo si trova ricoverato in condizioni gravi all’ospedale di Santorso e le forze dell’ordine e personale dello Spisal hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Incidente sul lavoro a Marano, Rifondazione Comunista Vicenza: “Non chiamatelo infortunio”
“Apprendiamo con forte preoccupazione e rabbia la notizia del grave incidente sul lavoro avvenuto questa mattina”, spiegano dal partito porgendo la solidarietà e la vicinanza all’operaio e alla sua famiglia.
“Non possiamo tuttavia tacere – prosegue Prc Vicenza – di fronte all’ennesimo dramma che si consuma nei luoghi di lavoro al rientro dalle ferie estive. Il termine infortunio è fuorviante e inaccettabile: la fortuna e il caso non c’entrano nulla. Quanto accaduto a Marano Vicentino è la triste conferma di un sistema produttivo in cui i ritmi, le logiche di profitto e la compressione dei tempi troppo spesso prevalgono sul diritto fondamentale a un lavoro sicuro e dignitoso.
I lavoratori – aggiunge Rifondazione – non possono continuare a rischiare la propria vita o la propria integrità fisica per portare a casa uno stipendio. L’applicazione rigorosa delle norme di sicurezza, la formazione continua, la manutenzione dei mezzi e la riduzione dei carichi di lavoro non devono essere viste dalle aziende come un mero costo da tagliare, ma come un dovere imprescindibile”.
Rifondazione comunista Vicenza chiede che gli organi competenti e i tecnici dello Spisal facciano luce sulle dinamiche dell’incidente e su eventuali responsabilità.
“Da parte nostra, continueremo a batterci a fianco dei lavoratori, delle lavoratrici e delle organizzazioni sindacali per pretendere un piano straordinario di controlli, il rafforzamento del personale ispettivo sul territorio e tolleranza zero verso chi risparmia sulla pelle di chi lavora”, conclude il Partito della Rifondazione Comunista.

































