Ha conseguito la maturità linguistica con 100 e lode presso il Liceo “Da Vinci” di Bisceglie (BT) Daniela Bovenga, la ragazza che ha colto al balzo l’opportunità di iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea, così come previsto dalla Legge n. 33 del 12 aprile 2022, già resa attuativa dal Decreto del MUR n. 930 del 29 luglio 2022.

Classe 2003, Daniela viveva fino a qualche giorno fa nella stupenda città di Trani, in Puglia, ma adesso dovrà trasferirsi a Bologna, dove ha superato sia il test di ingresso in ingegneria gestionale sia quello in psicologia.

Ma non è che Daniela fosse indecisa tra le due facoltà, confusa, come la maggior parte dei/delle ragazzə che terminano la maturità, o dubbiosa sull’eventualità di intraprendere la carriera di psicologa, particolarmente apprezzata dalle donne, oppure infrangere tutti i cliché sulle ragazze poco attratte dalla discipline scientifiche, le STEM per intenderci, e diventare ingegnera, come direbbe lei, anticipando, anche in questo caso, la Treccani, che ha deciso di declinare al femminile le professioni e farle precedere nel dizionario rispetto ai lemmi maschili. Niente di tutto ciò, anzi, chi conosce bene Daniela sa che la determinazione è il suo punto di forza: infatti il suo obiettivo è sempre stato quello di iscriversi ad entrambi i corsi di laurea!

E così il sogno di Daniela è diventato finalmente realtà: proprio durante lo svolgimento del suo ultimo anno del Liceo linguistico, il Senato ha fatto decadere un regio decreto del 1933, il quale vietava l’opportunità, per chi ne avesse la volontà e le capacità, di conseguire contemporaneamente due lauree oppure di studiare contestualmente presso un’Accademia AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e una università.

Il provvedimento, in realtà, fortemente voluto dalla Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, regolarizza anche una serie di situazioni che prima erano vietate, come ad esempio la contemporanea iscrizione a un corso di laurea e a un master, a un dottorato di ricerca insieme a un corso di specializzazione (anche per la professione medica) o un master. Si tratta di un provvedimento che sana diverse circostanze che, proprio per il fatto di far riferimento ad un decreto fascista del 1933, erano piuttosto nebulose. Vi erano, infatti, numerose fattispecie di contemporanee iscrizioni presso lauree, master, dottorati e corsi di perfezionamento, questi, in realtà, consentiti solo fino a un certo numero di crediti universitari, che, di fatto, sussistevano comunque, fino a quando poi qualcuno non fosse venuto a saperlo e non avesse fatto ricorso a carico di qualche collega (Adhic sub iudice lis nostra est!!!).

L’idea di fondo della ministra, encomiabile dal nostro punto di vista, ha avuto un doppio obiettivo: da un lato andare incontro all’irrequietezza conoscitiva di moltə ragazzə dotatə, valorizzando i loro talenti e le loro capabilities sotto il profilo della propensione allo studio, che anche quella, al di là della spettacolarizzazione prestazionale televisiva, può essere considerata un vero talento; dall’altro, favorire un approccio interdisciplinare al sapere, consentire cioè una sorta di integrazione delle competenze, superando le anguste separazioni tra discipline umanistiche e scientifiche, cosa che ormai alle menti multidimensionali delle giovani generazioni viene molto più facile rispetto alle menti tradizionali funzionanti a compartimenti stagni dei boomer.

E, allora, noi siamo particolarmente contenti che il provvedimento sia stato finalmente approvato, ma siamo ancor più entusiasti per il fatto che una ragazza del sud, una ragazza pugliese, una ragazza molto capace, dal temperamento caparbio, avida di sapere e di libri come Daniela, di cui noi di Vipiù.it avevamo già saggiato le doti nella scrittura, in occasione della recensione del controverso testo di Eric Gobetti, E allora le foibe?, possa realizzare il suo sogno e fare questa interessante esperienza presso l’Università “Alma Mater” di Bologna, anche grazie ad una borsa di studio.

Ed è anche con una certa soddisfazione che ne scriviamo, innanzitutto per il fatto di aver avuto la possibilità di conoscerla al Liceo come una studentessa brillante e determinata, a tratti irriverente, ma giammai indisciplinata, una vera parresiasta, sempre pronta a prendere la parola con coraggio per difendere i diritti delle donne, su cui non conviene affatto provocarla (sic!), ma soprattutto la nostra soddisfazione è relativa al fatto di aver avuto la fortuna di accompagnare nella crescita una donna del sud verso un percorso che con estrema certezza, possiamo ben dirlo, la lancerà verso un futuro radioso di ingegnera psicologa.

Ad maiora, Daniela…e, dopo aver fatto le tue bellissime esperienze in giro per il mondo, torna a trovarci, perché qui al sud c’è bisogno di donne come te!


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a cura di Michele Lucivero

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