Italia e Portogallo, due Paesi accomunati da un passato autoritario e da una stessa data simbolo della sua fine: il 25 aprile

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25 aprile
La rivoluzione dei garofani in Portogallo, il 25 aprile 1974

(articolo da VicenzaPiù Viva n. 307sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Non siamo gli unici a festeggiare la liberazione dal nazifascismo: con qualche anno di ritardo, anche il Portogallo si liberò dal giogo del regime proprio nello stesso giorno, il 25 aprile, anche se di due anni diversi. Due storie diverse, ma unite dalla conquista della libertà.

In Italia, il 25 aprile 1945 segna la fine della dittatura e dell’occupazione tedesca, e rappresenta uno dei momenti fondativi della nostra Repubblica.
In Portogallo, invece, il 25 aprile 1974 è il giorno della Rivoluzione dei Garofani, che pose fine a una delle dittature più longeve d’Europa, risalente al 1933, quando António de Oliveira Salazar instaurò l’Estado Novo, un regime autoritario fondato su censura, repressione politica e assenza di libertà democratiche. Dopo il ritiro di Salazar nel 1968, il suo successore Marcelo Caetano cercò di mantenere il sistema invariato, ma la situazione divenne sempre più instabile, anche a causa delle guerre coloniali in Africa, lunghe e costose, che alimentarono il malcontento, soprattutto tra i giovani ufficiali.
Fu proprio da quegli ambienti che nacque il Movimento das Forças Armadas, protagonista della svolta democratica.

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