
(articolo da VicenzaPiù Viva n. 307, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)
La Liberazione: evento fondativo di una nuova civiltà democratica
In occasione della ricorrenza del 25 aprile è utile ricostruire le vicende storiche che hanno portato all’insurrezione. Il 25 aprile è una data simbolo, ma in realtà l’insurrezione si ripartisce in più giornate: essa è l’apice della guerra partigiana ed è un “compito di tutti i giorni”, come afferma il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia (CLNAI) nel dicembre 1944: con essa si realizza l’unificazione nazionale dopo la frattura tra Governo del Sud e RSI e si realizza una storica frattura che consente di trasformare gli italiani da sudditi a cittadini.
Il 25 aprile è una data profondamente divisiva ed è giusto che rimanga tale: disconoscere questa torsione in senso democratico e partecipativo della vicenda storica nazionale significa assecondare quella melmosa narrazione anti-antifascista che intende riscrivere la storia all’insegna di una improbabile riconciliazione, equiparando il vitalismo rigeneratore delle formazioni partigiane e la plumbea dissipazione dell’umanità praticata dal fascismo.
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