Nucleare e pace, a Vicenza confronto su costi, scorie, sicurezza e transizione energetica

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nucleare e pace a Vicenza

Il dibattito su nucleare e pace arriva ai Chiostri di Santa Corona: Legambiente e MIR discutono costi, scorie, sicurezza e alternative rinnovabili.

Nucleare e pace, insieme alla transizione energetica, saranno al centro dell’incontro in programma lunedì 21 settembre alle 18 ai Chiostri di Santa Corona. L’iniziativa, annunciata da Legambiente Vicenza attraverso il proprio sito e la nota dell’associazione, è inserita nel “Cantiere della Pace e i diritti umani”, promosso dal Comune di Vicenza con le realtà del Forum della Casa per la Pace.

Il titolo scelto per il confronto è «Nucleare: soluzione reale o ingannevole per la decarbonizzazione e la pace?». A discuterne saranno Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente, e Luciano Benini, fisico sanitario e ambientale e autore del libro Quale energia per quale società. Il tema incrocia anche il dibattito cittadino sulla sicurezza e sulla militarizzazione già affrontato nell’approfondimento dedicato al ruolo delle basi statunitensi a Vicenza.

Legambiente e il Movimento internazionale della riconciliazione propongono una lettura critica del ritorno dell’energia atomica nel dibattito politico. La nota richiama i tempi di costruzione degli impianti, i costi sostenuti in larga misura dallo Stato e il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive ad alta intensità. Sono argomenti presentati dagli organizzatori come questioni ancora aperte, da confrontare con l’urgenza della crisi climatica.

Nucleare e pace, le posizioni di Legambiente e MIR

Francesco Ambrosi, vicepresidente nazionale del MIR, sostiene che la diffusione della tecnologia nucleare civile possa aumentare il rischio di proliferazione militare. Ambrosi richiama inoltre il divario tra i progetti di reattori di quarta generazione, ancora non disponibili commercialmente, e gli impianti oggi concretamente realizzabili. Nella sua valutazione rientrano anche gli Small Modular Reactors, presentati come sistemi di dimensioni e potenza ridotte ma basati su tecnologie di terza generazione.

Valentina Dovigo, presidente di Legambiente Vicenza, collega invece la scelta delle fonti energetiche alla costruzione della pace. Secondo Dovigo, la geografia delle risorse e quella dei conflitti tendono spesso a sovrapporsi; per questo considera le politiche energetiche libere dalle fonti fossili e fondate sulle rinnovabili una strada concreta per ridurre dipendenze e tensioni.

La guerra in Ucraina, con centrali nucleari divenute punti sensibili del conflitto, costituisce uno dei riferimenti del dibattito proposto. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è offrire al pubblico strumenti per distinguere tra soluzioni immediatamente disponibili e prospettive che potrebbero rinviare la transizione energetica. L’appuntamento ai Chiostri di Santa Corona sarà quindi un confronto pubblico tra aspetti ambientali, economici e geopolitici, con particolare attenzione alle conseguenze per la sicurezza collettiva.