
Una banca clandestina gestita da un’associazione per delinquere composta – stando a quanto riferito dagli investigatori – da cittadini cinesi è stata sequestrata in un’operazione della Guardia di Finanza di Venezia e Padova.
Sono 21 le persone indagate. 17 dei soggetti coinvolti nelle indagini sono stati raggiunti da provvedimenti restrittivi della liberà personale. Per 7 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere con divieto di incontro, per 5 sono stati ordinati gli arresti domiciliari, mentre per altre cinque persone è scattato l’obbligo di dimora nei comuni di residenza.
L’inchiesta della procura di Padova ha fatto emergere la gestione della banca clandestina nella città euganea, allo scopo di riciclare i proventi derivanti da molteplici attività illecite, tra cui evasione fiscale, usura e abusiva attività bancaria e finanziaria.
Le fiamme gialle stanno procedendo al sequestro preventivo della banca occulta, di somme di denaro contante, disponibilità finanziarie, criptovalute, immobili, auto di lusso e altri beni di pregio (tra cui orologi e gioielli) per un ammontare complessivo superiore ai 40 milioni di euro.
Sono in corso numerose perquisizioni domiciliari e aziendali a Padova, Venezia, Treviso, Brescia, Milano e Prato riguardanti anche alcuni uffici all’interno del Centro Ingrosso Cina di Padova.
Non si tratta del primo caso di banca clandestina in Italia, sempre gestita da soggetti cinesi, e nel particola a Padova, come avevamo scritto tempo fa da queste pagine.
Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha commentato l’operazione delle fiamme gialle patavine e lagunari che hanno scoperto e sequestrato una banca clandestina gestita da cittadini di nazionalità cinese: “Grazie a una spiccata capacità investigativa, sviluppata attraverso il controllo del territorio, l’analisi dei flussi finanziari e l’impiego di avanzate tecniche di polizia giudiziaria, è stato possibile ricostruire un articolato sistema illecito in grado di movimentare ingenti capitali e infiltrarsi nel tessuto economico legale, anche seguendo il denaro occultato nei modi più disparati. Operazioni come questa – ha concluso Stefani – dimostrano quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare ogni giorno il presidio di legalità sul territorio”.






































