Pfas e Pedemontana Veneta, commissioni regionali congiunte acquisiscono informazioni

346
pfas spv

Le commissioni consiliari “Ambiente” e “Sanità” del Veneto, riunite in seduta congiunta, hanno acquisito informazioni sulla presenza di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) nel tracciato della Superstrada Pedemontana Veneta (Spv).

Come è noto, a ottobre scorso, la Procura della Repubblica di Vicenza ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di 12 persone, tra componenti degli organi di amministrazione del Consorzio SIS S.c.p.a. e della SPV S.p.A., responsabili tecnici e direttori di cantiere, indagati per inquinamento ambientale e omessa bonifica in relazione proprio alla realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. In particolare, per due tratti chiave del percorso: la galleria naturale di Malo, nei comuni di Castelgomberto e Malo, e la galleria naturale di Sant’Urbano, a Montecchio Maggiore.

I consiglieri regionali del Partito democratico, Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza, rivendicano come la riunione odierna per l’acquisizione di informazioni sulla presenza di Pfas lungo il tracciato della SPV, sia sortita da una loro mozione. “Sono emerse informazioni che attendevamo di avere – affermano –, ma chiediamo una nuova convocazione, visto che si attendono importanti aggiornamenti su alcuni punti rimasti in sospeso”.

E ancora: “Da parte di Arpav abbiamo avuto un riscontro delle ultime rilevazioni effettuate nella zona della galleria di Sant’Urbano: il direttore ha indicato come i valori Pfba allo scarico siano sotto i 100 ng/l per le acque sotterranee del Poscola, per effetto della sostituzione dei filtri da parte di Sis ogni 15-20 giorni. L’altra notizia è che la Regione vuole avviare uno studio epidemiologico nella zona delle acque di scorrimento della galleria tra Dueville a Caldogno”.

Ma i consiglieri vicentini hanno fatto sapere di attendere ulteriori informazioni su monitoraggio di terre e rocce di scavo, l’istituzione di un Osservatorio permanente sull’inquinamento e i monitoraggi sui pozzi privati.

Luisetto e Dalla Pozza esprimono quindi in conclusione “preoccupazione sull’incertezza dello stato di sicurezza delle coltivazioni sui terreni ricomposti sopra le cave, dentro le quali giacciono materiali di scavo delle gallerie. Dunque, anche in attesa degli sviluppi dell’inchiesta in corso, i punti ancora da chiarire sono molteplici.

La commissione congiunta, nella stessa seduta, ha ricevuto tre provvedimenti concernenti la gestione dei rifiuti.