
Uno studio epidemiologico per capire se e quanto la contaminazione da PFBA stia compromettendo la salute dei cittadini di Dueville, ma non solo. È quanto emerge da una relazione della Regione Veneto, che fa riferimento alla seduta congiunta tra le commissioni consiliari “Ambiente” e “Sanità”, tenutasi il 23 aprile scorso. La questione è quella della contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche a seguito dello stoccaggio in 28 cave del vicentino delle terre – contenenti PFBA – provenienti dallo scavo dei tunnel della Pedemontana Veneta. Una domanda preoccupa è cittadini: ci sono PFBA nell’acqua che beviamo?

Ci sono i PFBA nell’acqua?
“L’acqua erogata ai cittadini delle aree interessate dagli acquedotti pubblici è sempre stata conforme ai limiti di potabilità […] compresi quelli relativi alle sostanze PFAS. Si può pertanto escludere contaminazione della popolazione attraverso l’acqua potabile erogata mediante la rete acquedottistica” scrive la Regione Veneto. Ma si ritiene critica la questione dei pozzi privati, in quanto si demanda all’iniziativa del singolo cittadino fare le verifiche e i controlli della qualità dell’acqua, puntualizza poi Palazzo Balbi.
Il problema emerge chiaramente in un comune come quello di Dueville sprovvisto di acquedotto, se non per quel che riguarda la frazione di Vivaro. Per questa ragione sono state avviate delle azioni condivise con l’Istituto Superiore di Sanità e le ULSS di competenza per la gestione della contaminazione da PFBA negli aspetti sanitari.
“Si intende condurre uno studio epidemiologico di tipo ecologico, partendo dal presupposto che si esclude la contaminazione attraverso l’acqua destinata al consumo umano distribuita mediante rete acquedottistica”: è quanto emerge dalla presentazione realizzata dalla Regione.
Tramite la collaborazione dei gestori acquedottistici sono state identificate dunque le percentuali di utenze non allacciate all’acquedotto dei comuni interessati. “Per lo studio si considerano solo i comuni con un numero di utenze non allacciate pari almeno al 10% del totale: Dueville, Bressanvido, Bolzano Vicentino, Monticello Conte Otto, Caldogno“. Nello studio saranno considerate la mortalità per cause, i ricoveri per le principali malattie (cardiovascolari, respiratorie) e l’incidenza per tumori.

La preoccupazione cresce leggendo la documentazione di ARPAV, che, a pagina 10 della presentazione pubblicata il 10 marzo, riporta una mappa emblematica, tratta dalla relazione tecnica di Viacqua e AcegasApsAmga. “A seguito delle elaborazioni idrogeologiche dell’acquifero vicentino e delle relative direttrici di flusso sotterraneo, si evidenzia uno scenario di progressiva contaminazione da PFBA nell’acquifero vicentino proveniente da nord, non meglio identificato” scrive ARPAV. La linea di flusso più a destra (in rosa) risulta attraversare inequivocabilmente il centro di Dueville, andando inoltre nella direzione dei pozzi acquedottistici del gestore padovano AcegasApsAmga (in arancione), situati in via Revoloni, via Cartiera e via Sega.

Va ricordato, tuttavia, che le analisi effettuate in data 3 novembre 2025 nei pozzi pubblici non avevano rilevato valori di sostanze superiori alla soglia di legge, nemmeno per quel che riguarda i PFBA. Allo stesso tempo va ricordato come la stessa Regione Veneto evidenzia tra le caratteristiche di questa sostanza “l’elevata mobilità“, rendendo quindi necessario un monitoraggio frequente della diffusione tramite acqua di PFBA.





































