
Importante innovazione tecnologica per l’ospedale San Bortolo di Vicenza. Il reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale si è dotato di un sistema di ultima generazione che consentirà di effettuare interventi sempre più precisi e personalizzati grazie alla chirurgia computer assistita.
La nuova dotazione comprende uno scanner intraorale, un software dedicato e una stampante 3D, per un valore complessivo di circa 50 mila euro. L’acquisto è stato possibile grazie a una donazione della Fondazione San Bortolo, realizzata con i fondi messi a disposizione dall’Associazione Nazionale Alpini, raccolti in occasione dell’Adunata Nazionale ospitata a Vicenza nel 2024.
Più sicurezza per i pazienti e protesi personalizzate
A spiegare i vantaggi della nuova tecnologia è il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale, Riccardo Girotto.
Grazie allo scanner intraorale, infatti, sarà possibile acquisire immagini dettagliate delle arcate dentali dei pazienti e utilizzarle sia per pianificare con maggiore accuratezza gli interventi chirurgici sia per realizzare protesi completamente personalizzate mediante la stampa 3D.
Un cambiamento significativo rispetto al passato, quando la realizzazione delle protesi richiedeva impronte dentali tradizionali con materiali che, soprattutto nei neonati affetti da labiopalatoschisi, potevano comportare rischi e risultare particolarmente invasivi.
La nuova procedura permette invece di effettuare una simulazione virtuale del difetto anatomico e di produrre dispositivi “su misura”, migliorando sicurezza, comfort e qualità del trattamento.
Tra i benefici della nuova dotazione c’è anche una maggiore autonomia organizzativa. L’équipe della Chirurgia Maxillo-Facciale potrà infatti progettare e produrre internamente le protesi, senza dover ricorrere a fornitori esterni.
Il software consente inoltre di integrare le immagini ottenute con lo scanner intraorale con quelle provenienti dagli esami radiologici, offrendo una ricostruzione tridimensionale estremamente dettagliata dell’anatomia del paziente.
Una soluzione che permette ai chirurghi di pianificare gli interventi con un livello di precisione superiore rispetto al passato.
Dalle malformazioni congenite ai pazienti oncologici
La nuova tecnologia sarà utilizzata in numerosi ambiti clinici. Tra i principali beneficiari ci saranno i pazienti pediatrici con malformazioni del volto, in particolare quelli affetti da labiopalatoschisi, patologia per la quale il San Bortolo rappresenta un centro di riferimento regionale ed europeo.
L’applicazione riguarderà però anche pazienti con malformazioni complesse, vittime di traumi gravi al volto e persone che necessitano di interventi ricostruttivi dopo trattamenti oncologici del distretto testa-collo.
Secondo il direttore Girotto, questo investimento rappresenta un ulteriore salto di qualità per il reparto, destinato a rafforzare il ruolo dell’ospedale vicentino come punto di riferimento nella cura delle malformazioni congenite e nella ricostruzione dopo traumi e tumori.
I ringraziamenti dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza
Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs, che ha sottolineato come l’eccellenza della Chirurgia Maxillo-Facciale vicentina sia frutto non solo delle tecnologie più avanzate, ma soprattutto delle competenze professionali sviluppate negli anni dall’intero staff.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Associazione Nazionale Alpini per la generosità dimostrata e alla Fondazione San Bortolo per aver reso possibile la realizzazione del progetto.
Anche il presidente della Fondazione San Bortolo, Franco Scanagatta, ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa, esprimendo soddisfazione per aver portato a termine un intervento concreto a sostegno della sanità vicentina e dell’innovazione tecnologica al servizio dei pazienti.






































